|
S.A.
23 gennaio 2010
Procure sarde al collasso: Tutti i dati dell´Ingiustizia
Presentata alla Camera un´interrogazione sulla disastrosa situazione in cui versa la giustizia sarda e le sue procure. Intanto ad Alghero i processi continuano a prescriversi a ritmo vergognoso. Preoccupazione dopo l'ultimo si al Senato sul "Processo-breve"

SASSARI - Il deputato del Partito Democratico, Guido Melis, ha presentato alla Camera un'interrogazione sulla disastrosa situazione in cui versa la giustizia sarda e le sue Procure. «I dati dell'emergenza italiana» che non fanno eccezione nell'isola dove, a differenza del passato tra banditismo e sequestri, si stanno delineando nuove forme di criminalità con una dotazione di magistrati, personale amministrativo e soldi a dir poco irrisoria.
A Cagliari sono in servizio 146 magistrati con il 7,59% di scopertura. A Tempio (comprese le sezioni di Olbia e de La Maddalena) la pianta organica degli uffici giudiziari prevederebbe 6 posti, e sono al lavoro solo in 4. A Nuoro sono previsti 23 posti, ce ne sono 18. A Lanusei 9 e solo 7 operativi. A Oristano 17, contro 15 in servizio. A Sassari in pianta ce ne sono 7, contro i 10 stabiliti.
I dati sui procedimenti iscritti e quelli arretrati nell'ultimo anno, poi, sono esorbitanti: nel capoluogo barbaricino nel 2009 sono pervenuti 3.332 procedimentie, in arretrato 4.417. A Tempio 3.355 cause iscritte e 4.719 ancora indietro. Meglio Oristano dove su 3.168, in arretrato "solo" 1.188. Il boom è nella città turritana dove nel 2009 il numero dei fascicolo iscritti al modello 21, registro notizie di reato noti, competenza Tribunale, è di 7.784; competenza giudice di pace, 1.376. Ignoti: 8.049. Esposti. 1.044.
I numeri non sono certo confortati dalle cifre destinate per le Procure: quella di Nuoro dove le emergenze vengono coperte dai magistrati "pendolari" da Cagliari (distante 181 chilometri senza l’autostrada), la dotazione finanziaria si è dimezzata in un anno, 4 mila nel 2009 quando ad aprile ne erano già stati spesi 4.500.
E poi si parla di "processo digitale". Il deputato sassarese, di fronte all'aula, fa riferimento alla nuova frontiera annunciata per i procedimenti giudiziari. Digitalizzare un fascicolo; consultarlo negli anni a fronte della rapidissima obsolescenza delle tecnologie; informatizzare con lo stesso software tutti i soggetti che vi devono accedere (uffici, cittadini, periti).
«Problemi risolvibili, certo - spiega Melis - esistono le tecnologie per farlo. Ma ci vogliono le risorse finanziarie adeguate, gli investimenti necessari». Poi si parla di una soluzione finale degli incentivi ai magistrati perché si trasferiscano nelle sedi disagiate e del fantasma della megariforma con la separazione delle carriere, «i Pubblici Ministeri sotto il controllo diretto del ministro - dice Melis - e la fine dell’autonomia della magistratura».
|