|
S.A.
13 agosto 2010
«San Sebastiano è un´indecenza»
Il deputato Pd Guido Melis, denuncia la grave situazione in cui versano i detenuti del carcere sassarese. Celle anguste e sovraffollate, pochi medicinali e personale sotto organico

SASSARI - «Il carcere sassarese di San Sebastiano è un’indecenza, uno scandalo nazionale che bisogna rapidamente eliminare». Queste le dure parole del deputato Pd Guido Melis, componente della Commissione Giustizia della Camera, dopo la visita fatta ieri (giovedì), durata oltre due ore e mezza, nello storico carcere sassarese di via Roma, attiguo al Tribunale.
«Su una capienza regolamentare di 154 posti – ha detto Melis, che ha compiuto la sua visita con il sen. Giampiero Scanu (Pd), Irene Testa (radicali) e i collaboratori Bruno Paba e Antonello Pilo – sono presenti 213 detenuti, dei quali ben 82 in attesa di giudizio. 90 sono i tossicodipendenti, 7 i sieropositivi, 57 gli affetti da epatite C, 56 i carcerati con patologie di tipo psichiatrico».
Secondo Melis, che ha visitato il carcere altre 4 volte dal 2008, la situazione sassarese è tra le più critiche d’Italia e a nulla valgono gli sforzi “eroici” (così li ha definiti) della direzione e del personale (per altro ampiamente sotto organico): «Celle fatiscenti, con 4, 5, anche 6 detenuti, col gabinetto alla turca a meno di un metro dalla cucina dove si scaldano i cibi, poca aria, caldo, insetti, piccioni nei corridoi, carenza di medicinali, cortili angusti e caldi dove prendere l’aria (4 ore al giorno), standard abitativi di gran lunga al di sotto degli standard europei».
«Occorre – dichiara Melis – accelerare al massimo la costruzione del nuovo carcere di Bancali, che voci ufficiose danno ora parzialmente operativo solo dal giugno 2011, mentre il ministro si era impegnato ad aprirlo nel 2009». «Su quel carcere – ha ricordato il deputato sassarese –, appaltato con procedura segretata alla nota ditta Anemone coinvolta nei recenti scandali, grava la fitta cortina del segreto: “Chiediamo al ministro di dirci a che punto sono i lavori e di consentirci, in quanto parlamentari, di visitarli» ha concluso Melis anche a nome del sen. Scanu.
|