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Red 16 agosto 2010
Guido Melis in carcere
247 detenuti, 140 tossici
Ferragosto in visita alla struttura penitenziaria della Riviera del Corallo per il deputato sassarese del Partito democratico Guido Melis, accompagnato da Irene Testa
Guido Melis in carcere. 247 detenuti, 140 tossici

ALGHERO - 247 detenuti, tutti uomini. Celle anche da 6 posti, ma spaziose, gabinetti separati dal locale destinato a dormire. 140 i tossico-dipendenti, 8 i sieropositivi, 42 con patologie di tipo psichiatrico. Stranieri 126. Drammatica la carenza del personale penitenziario. La pianta prevede 92 agenti (ed è già una cifra sottodimensionata, perché relativa a quando c'era a malapena un terzo dei detenuti), ma in servizio ce n'è 81. Con malattie, ferie ecc. più servizi di accompagnamento la cifra degli effettivi cala vistosamente.

E' il report che descrive in cifre la realtà attuale del carcere di Alghero, fino a pochi mesi fa considerata una struttura modello, oggi sovra-popolata. In occasione del Ferragosto è stato il deputato sassarese Guido Melis, accompagnato da Irene Testa, a visitare il carcere catalano. Venerdì era stata la volta del carcere sassarese di San Sebastiano, «un’indecenza che bisogna rapidamente eliminare», mentre sabato la struttura penitenziaria di Tempio aveva aperto le porte ad Arturo Parisi.
«
Emozionante l'incontro con gli ospiti delle celle - racconta Guido Melis - i musulmani sono nel ramadam, per lo più dormono nelle brande. Molti gli italiani (un folto gruppo di napoletani provenienti dalle carceri della Campania, sovraffollate: lamentano la lontananza dai parenti, i costi dei viaggi da Napoli ad Alghero, lamentano che non esista la territorialità della pena). Moltissimi i sardi».

«Gli albanesi e i romeni - precisa ancora il deputato del Partito democratico - lamentano che non vengano applicate le convenzioni internazionali con quei paesi che prevederebbero lo sconto della pena in patria (esistono gli accordi, ma le diplomazie dei paesi d'origine li boicottano e le burocrazie italiane rallentano le pratiche). In una delle celle più affollate (tutti sardi, un paio dell'Ogliastra) si cucinano i culurgiones. Si festeggia anche qui, come è possibile, il ferragosto».

Nella foto d'archivio: una manifestazione dinanzi al carcere di Alghero
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