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Red 15 novembre 2010
Migranti bussano da Marcello Fulvi
Per chiedere una sua partecipazione attiva nella ricerca di soluzioni eque, rapide ed efficaci in relazione agli specifici problemi dei migranti del nostro territorio
Migranti bussano da Marcello Fulvi

SASSARI - Giovedì 18 novembre, alle ore 11,30, Cgil, Arci, Auser e le associazioni di migranti “Aimo” e “Amico del Senegal batti cinque” incontreranno il prefetto di Sassari Marcello Fulvi per chiedere una sua partecipazione attiva nella ricerca di soluzioni eque, rapide ed efficaci in relazione agli specifici problemi dei migranti del nostro territorio. Si terrà in contemporanea un presidio in Piazza d’Italia, al quale sono invitati a partecipare associazioni, organizzazioni sindacali, partiti, singoli cittadini, stranieri e italiani, e tutti coloro che hanno la consapevolezza che difendere i diritti dei migranti significa difendere i diritti di tutti.

In preparazione dei due eventi, martedì 16, alle ore 19, presso la Cgil in via Rockefeller 35, si terrà un incontro rivolto principalmente ai migranti del territorio. La protesta messa in atto in questi giorni a Milano e a Brescia da alcuni immigrati in attesa di regolarizzazione evidenzia, in tutta la sua drammaticità, la situazione estremamente critica in cui sono costretti a vivere migliaia di migranti residenti nel nostro Paese.

Dopo il pacchetto sicurezza dell’estate 2009, che ha ulteriormente inasprito le disposizioni della Bossi-Fini istituendo il reato di immigrazione clandestina - per cui si viene puniti non per aver commesso un atto delittuoso, ma per una mera condizione personale, l’essere sprovvisti del permesso di soggiorno - la successiva legge (n. 102/2009) sull’emersione dal lavoro irregolare non ha risolto, se non in minima parte, i problemi di chi aspirava alla regolarizzazione, sia in quanto si rivolgeva solo a colf e badanti escludendo i lavoratori degli altri settori, sia perché è servito in realtà ad alimentare un vergognoso “mercato” dei contratti di lavoro, per avere i quali gli aspiranti alla regolarizzazione sono stati spesso costretti a sborsare diverse migliaia di euro.

La crisi economica, di cui i migranti sono stati le prime vittime, ha poi fatto aumentare a dismisura il fenomeno del lavoro nero e dello sfruttamento dei migranti stessi, sino ad arrivare a condizioni di neo-schiavismo, come dimostrano i fatti di Rosarno dello scorso anno.
Di fronte a tale situazione di vera emergenza, si chiede ai ministri dell'Interno e del Lavoro, Maroni e Sacconi, di aprire un tavolo di trattativa per individuare soluzioni strutturali contro il lavoro nero e per i diritti dei migranti.

Tra le richieste avanzate, rilasciare il permesso di soggiorno a chi denuncia situazioni di sfruttamento del lavoro nero; consentire un percorso di emersione strutturale a chi è stato truffato nell’ultima sanatoria; concedere la proroga del permesso di soggiorno a chi ha perso il lavoro e fatica a trovarne un altro, senza che incomba la minaccia di espulsione; porre rimedio alla situazione di estrema difficoltà in cui versano gli sportelli Unici per l’Immigrazione che per effetto della manovra finanziaria saranno costretti a licenziare 1300 operatori, ossia oltre il 50% del totale degli addetti.

Foto d'archivio



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