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Red
16 novembre 2010
Poste, incastrato il direttore Ammanchi per 60mila euro
Giovanni Antonio Falchi, 58enne direttore dell’Ufficio Postale di Romana dal 2000 al 2010, è ora rinchiuso a San Sebastiano. Tutte le indiscrezioni nel corso di una conferenza stampa a Sassari presso alla presenza del capitano della Compagnia di Alghero Gianluca Zara

ROMANA - Nella giornata di lunedì a Banari, in provincia di Sassari, i Carabinieri della Stazione di Romana hanno proceduto all’arresto di Giovanni Antonio Falchi, 58enne ex direttore dell’Ufficio Postale di Romana, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Sassari per i reati di peculato, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e violazione della pubblica custodia di cose. L’uomo, direttore dell’ufficio Postale di Romana dal 2000 al 2010, è ritenuto responsabile di essersi appropriato illegittimamente della somma complessiva di oltre 60.000 euro, sottratta dai libretti di risparmio di alcuni clienti mediante diverse irregolarità contabili, ma principalmente attraverso l’esecuzione di operazioni di prelevamento per mezzo dell’apposizione di sottoscrizioni apocrife.
Le complesse ed articolate indagini dei militari dell’Arma sono iniziate dalla denuncia, presentata lo scorso mese di luglio da parte di due coniugi correntisti, i quali avevano riscontrato che il saldo risultante in deposito sui propri libretti di deposito a risparmio era in effetti inferiore di alcune migliaia di euro rispetto a quanto riportato sull’esemplare cartaceo in loro possesso. La medesima incongruenza è stata riscontrata anche da parte di altri clienti dell’Ufficio Postale, una dozzina in tutto, quasi sempre persone anziane, ai quali nel tempo è stata sottratta complessivamente la somma di circa 50.000 euro, mediante il sistema della cosidetta “forzatura”. In sostanza, il direttore, mediante la propria userid aziendale, trattava “manualmente” le singole transazioni, operazione che è consentita esclusivamente in caso di guasti tecnici o anomalie di funzionamento del sistema online di gestione dei libretti di risparmio.
L’attività criminosa era indirizzata in danno di quei clienti che erano soliti eseguire solo poche operazioni abitudinarie e sempre presso lo sportello di Romana, poiché operazioni poste in essere presso altri Uffici non avrebbero consentito di operare fraudolentemente sui libretti.
Così facendo, attraverso le fotocopie dei libretti di risparmio, era stata creata una contabilità parallela dei conti: il direttore inseriva nel lettore ottico dell’ufficio postale la fotocopia del libretto dell’ignaro cliente e solo in essa, infatti, risultavano annotati i prelievi fraudolenti. Di conseguenza, l’effettiva consistenza del conto non risultava sull’originale cartaceo del documento in possesso del titolare.
Il quadro d’indagine non comprende tuttavia solamente fatti di peculato, ma si estende anche a contraffazioni operate dal direttore su alcuni libretti di deposito, distinte di versamento e quietanze, recanti sottoscrizioni non autentiche dei clienti. L’uomo è ritenuto altresì responsabile di alcuni ammanchi dalla cassa contanti dell’Ufficio Postale, rivelatisi grossolani tentativi perpetrati in extremis dal direttore al fine di ripianare delle sottrazioni alcuni correntisti. In questo modo anche Poste Italiane s.p.a. è stata danneggiata ed è in corso un’indagine interna che ha già avuto come immediata conseguenza il trasferimento cautelativo del direttore.
L’arrestato è inoltre ritenuto responsabile della sottrazione e dispersione di una consistente mole di "dossier" di alcuni dei clienti truffati (fotocopie di documenti d’identità, tessere postamat scadute, estratti conto, ecc.), rinvenuti fortunosamente lo scorso mese di agosto in un cassonetto della nettezza urbana di Siligo, località che dista a brevissima distanza dal luogo di residenza dell’indagato. Sono tuttora in corso indagini volti ad accertare ulteriori ammanchi di denaro dai libretti di risparmio di ignari clienti dell’Ufficio Postale di Romana.
L’arrestato si trova ristretto presso la casa circondariale di Sassari.
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