Lo chiede l´assessore alla Sanità Antonello Liori e il Governatore Cappellacci che rompe il silenzio sull´inquinamento del territorio e l´incidenza delle malformazioni e patologie della zona. Intervengono le associazioni ambientaliste
CAGLIARI - «Quello che qualcuno definisce ‘silenzio totale’ é un lavoro costante, portato avanti con la massima risolutezza. La Giunta é fortemente impegnata sulla questione relativa all'uranio impoverito. Una questione seria che deve essere affrontata col massimo impegno e non con un insensato chiasso strumentale». Il presidente della Regione Ugo Cappellacci è intervenuto sul tema dell’inquinamento nel territorio del Poligono di Quirra, interrompendo il silenzio di cui l'aveva accusato l'
opposizione.
Nel pomeriggio di martedì, l'assessore regionale della Sanità, Antonello Liori, ha incontrato alcuni componenti (Antonio Onnis, Fernando Codonesu, Alessandro Murgia e Marco Schintu) della Commissione tecnica del Comitato di indirizzo territoriale che sovrintende al monitoraggio ambientale nelle aree adiacenti al Poligono interforze del Salto di Quirra: «Sono confortato dalla serietà e dalla competenza della Commissione tecnica di esperti, perciò non intendo assolutamente rinunciare alla ricerca della verità».
Sul tema oltre alle forze politiche del centro-sinistra (l'ultima iniziativa è la lettera aperta al Governatore da parte del capogruppo in Regione del Pd Mario Bruno) scendono in campo le associazioni ambientaliste, da Grig (Gruppo d'Intevento Giuridico - Amici della Terra) a Legambiente, che chiedono di avviare una verifica approfondita sull’interrelazione tra i casi di malattia e malformazione registrati sulla popolazione e le attività del poligono e di sospendere immediatamente le sperimentazioni e le esercitazioni di addestramento militare, in attesa comunque dei dati ufficiali che verranno comunicati dal Ministero della Difesa entro marzo.
Questo finora il dato «preoccupante» dei risultati dal rapporto dell’Asl: il 65% degli allevatori di Quirra si sono ammalati di leucemia e, secondo i veterinari che hanno condotto l’indagine, esiste un collegamento tra le malformazioni degli animali nati ed allevati nella zona perimetrale alla base militare di Capo San Lorenzo (registrate quasi in ogni ovile) e le malattie tumorali nelle persone che si occupano della conduzione degli allevamenti.
Nella foto: Ugo Cappellacci