Si ammorbidisce la posizione giudiziaria del giovane algherese arrestato lo scorso ottobre per tentato omicidio. Le accuse si sarebbero ridimensionate e il 27enne cuoco, in un primo momento agli arresti domiciliari, è stato scarcerato
ALGHERO - Si ammorbidisce la posizione giudiziaria di
Damiano Pinna, il giovane algherese arrestato lo scorso ottobre dai Carabinieri con la pesante accusa di tentato omicidio. Accuse che si sarebbero ridimensionate e il 27enne cuoco, in un primo momento agli arresti domiciliari, è stato scarcerato.
Il ragazzo nella notte in cui sono avvenuti i fatti, sarebbe intervenuto in una lite tra due fidanzati, Marco Sorrentino (22enne) e la giovane compagna. L'accusato, dall'abitazione dove risiede con la famiglia in zona Sant'Angeli, sarebbe uscito con un pattadese (per questioni personali).
Nella colluttazione tra i due (Sorrentino avrebbe sferrato il primo cazzotto), Pinna sarebbe caduto a terra e Sorrentino saltandogli addosso si sarebbe ferito all'anca, ma non al torace come ha stabilito il perito in udienza. Infatti, lo sbrego della maglia non era preciso come quello causato da un'arma da taglio e nel ferito non erano presenti graffi nella zona del corpo interessata.
Il legale di Pinna, l'avvocato Elias Vacca, ha sostenuto la tesi dell'assistito sulla "tragica fatalità". Ora, pur non essendo stati considerati gli elementi indiziari nel provvedimento di scarcerazione disposto dal Giudice (ma l'atteggiamento processuale e la responsabilità dimostrata nel rispetto delle misure cautelari), si tratta di un primo punto a favore della difesa e per Pinna che affronterà il giudizio a piede libero.