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Monica Caggiari 29 gennaio 2005
Alghero ricorda Angelo Roth
La serata è stata aperta dal rettore dell’Università di Sassari prof. Maida, il quale ha subito posto l’accento sul valore profondo del ricordo di personaggi paradigmatici come Angelo Roth e, ringraziando gli organizzatori e relatori, ha passato la parola al presidente del Rotary Club Alghero, Raniero Selva
Alghero ricorda Angelo Roth

ALGHERO - A 150 anni dalla nascita Alghero ha voluto ricordare uno dei suoi figli illustri, Angelo Roth, attraverso una serata commemorativa, svoltasi venerdì 28 gennaio e organizzata dal Rotary Club di Alghero in occasione del centenario dell’associazione (23 febbraio) e dall’istituto tecnico cittadino, che porta il nome dell’importante scienziato e politico algherese. La serata è stata aperta dal rettore dell’Università di Sassari prof. Maida, il quale ha subito posto l’accento sul valore profondo del ricordo di personaggi paradigmatici come Angelo Roth e, ringraziando gli organizzatori e relatori, ha passato la parola al presidente del Rotary Club Alghero, Raniero Selva. Quest’ultimo ha dato il benvenuto e introdotto la serata con il “rotariano” suono della campanella, al quale ha fatto seguito un minuto di silenzio, dedicato alle vittime della shoah e un momento di raccoglimento in ricordo di Paolo Mannazzu, altra figura carismatica di Alghero, scomparso di recente.
Anche l’amministrazione comunale, nella persona del vicesindaco Piras, ha segnalato, dopo il saluto introduttivo, la necessità di mantenere vivo il ricordo e l’esempio degli algheresi illustri.
L’introduzione è stata conclusa dal preside dell’ITCGT A. Roth, prof. Mastino, il quale ha ribadito la poca conoscenza del personaggio e enfatizzato l’opportunità di approfondimento, offerta dalla serata.
Quindi è stata la volta dei relatori, che, con dovizia di particolari, hanno tratteggiato la figura di Roth, inserendola nel contesto storico dell’Italia liberale tra ‘800 e ‘900. Un preciso quadro storico è stato fornito dalla docente di Storia Contemporanea de La Sapienza, prof.ssa Annamaria Isastia, la quale ha catturato l’attenzione dei presenti, spiegando l’impegno dei medici, molti dei quali appartenenti alla Massoneria, tra cui Roth, per il miglioramento delle condizioni sociali e igieniche del giovane stato italiano. La docente ha dato particolare rilievo alla coraggiosa scelta, definita liberale e progressista, di concentrare l’attenzione verso la classe sociale povera ed emarginata, come nel caso specifico delle prostitute.
Il libero ricercatore dott. Pierluigi Alvau ha fornito una meticolosa ricostruzione della vita di Angelo Roth, sottolineandone lo spessore morale e l’intenso rapporto, mai venuto meno durante la sua esistenza, con Alghero e i suoi abitanti. L’affetto profondo e la stima di allora, ha continuato Alvau, sono purtroppo scemati nelle generazioni successive, ree di aver perso la memoria storica, privandosi di un sano campanilismo, che ora, sotto forma di tributo, dovrebbe essere stimolato dalle istituzioni e dalle associazioni.
La serata è stata chiusa dalla relazione della prof.ssa Eugenia Tognotti, docente di Storia della Medicina dell’Ateneo sassarese, la quale ha subito messo in evidenza l’importanza di Roth nel connubio tra Università e classe dirigente. La storica ha poi delineato, con riferimenti biografici rivolti soprattutto alla carriera accademica e scientifica, l’importanza dell’uomo, medico, scienziato e accademico, sensibile in maniera “pionieristica” alla questione sociale. Una sensibilità che portò Roth a denunciare la situazione insostenibile, a livello lavorativo, delle donne e dei bambini.
L’iniziativa ha così reso evidente che 150 anni fa nacque un vero e proprio riformatore, per troppo tempo “oscurato”, ma che, con debita attenzione, potrà aggiungersi ai molti esempi di vite paradigmatiche di un passato, che è e rimane la radice intrinseca del futuro.
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