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S.A. 28 gennaio 2011
«Tedde elimini la lapide ai carnefici di Salò»
La dura critica rivolta al Primo Cittadino è a firma del consigliere comunale di Alghero Viva, Valdo Di Nolfo che invita il Sindaco a ricordare la Giornata della Memoria «con manifestazioni e iniziative, e non con una lapide per i fascisti»
«Tedde elimini la lapide ai carnefici di Salò»

ALGHERO - «Anche quest'anno assisto sbigottito alla presa di posizione del Sindaco nella ricorrenza della giornata della memoria. Mi aspettavo una cerimonia pubblica per non dimenticare gli orrori del nazifascismo, come accade in tutte le città amministrate da persone democratiche, mentre Marco Tedde ancora una volta scrive la sua letterina». La dura critica rivolta al Primo Cittadino è a firma del consigliere comunale di Alghero Viva, Valdo Di Nolfo.

Non si tratta della prima volta, peraltro, che in occasione della giornata in memoria della Shoah, i due politici entrino in aperta polemica sui modi in cui la città, o meglio l'amministrazione algherese, osserva "il ricordo". Dice Di Nolfo: «se da un lato ricorda agli studenti che in tutta Italia “si allestiscono mostre, organizzano incontri, tengono lezioni” per non dimenticare le persecuzioni, dall'altra è palese il fatto che da quando è Sindaco, Marco Tedde non ha intrepreso nessuna iniziativa a riguardo, non ha mai celebrato in modo ufficiale la giornata della memoria limitandosi alla solita letterina oppure nel partecipare a celebrazioni organizzate da terzi».

«Il Sindaco - prosegue nella critica il consigliere - nella lettera che ha inviato a tutte le scuole, spiega molto bene cosa sono stati i campi di concentramento mentre si dimentica che la sua amministrazione ha dedicato una lapide per onorare chi ha riempito i carri piombati diretti a quelle che lui stesso definisce “fabbriche della morte”». «La coerenza - conclude - non è certo un valore per il primo cittadino perchè se lo fosse stato forse avrebbe affermato davanti ai bambini ciò che ha scolpito sul marmo, ovvero che, secondo la sua visione antistorica, i carnefici che rastrellarono e stivarono nei carri piombati, diretti ad Auschwitz, 40mila italiani tra Ebrei, Rom, Comunisti, Partigiani e Omosessuali sono da definirsi eroi nazionali».



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