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Red 31 gennaio 2005
Soru, fronte comune per difendere i diritti dei sardi
La Giunta porta a Roma una piattaforma che è chiarissima in materia di chimica e di energia «Ma vorremmo discutere anche d’altro» ha detto il presidente Soru
Soru, fronte comune per difendere i diritti dei sardi

CAGLIARI - La Giunta regionale, con le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil e la Confindustria, hanno concordato di sospendere la manifestazione in programma giovedì davanti a Palazzo Chigi, dopo che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha convocato le parti a Roma per martedì per discutere dei problemi della chimica e dell’energia.
«La riunione di domani è un primo risultato ottenuto dalla mobilitazione delle forze sociali e dalla convocazione della Giunta regionale davanti alla sede del Governo. Le iniziative restano sospese, e sono legate alla valutazione degli esiti dell’incontro di domani, ai contenuti e alla qualità delle risposte del Governo ai problemi posti», è scritto in una nota.
La Giunta porta a Roma una piattaforma che è chiarissima in materia di chimica e di energia. “Ma vorremmo discutere anche d’altro” ha detto il presidente Soru, l’ultima volta in una lettera inviata ai sindaci delle città capoluogo e ai presidenti delle province sarde. «In attesa che con un nuovo Statuto venga rinegoziato il rapporto Stato - Regione e ridefinito il patto istituzionale che ci vincola, non di meno quello tuttora vigente deve trovare piena attuazione», è scritto nella lettera di Renato Soru. «L’allargamento dell’Unione Europea a venticinque – continua - compromette la possibilità che la Sardegna disponga anche per il prossimo futuro delle risorse finanziarie che derivano dall’essere compresa tra le regioni obbiettivo 1 e in tale prospettiva risulta indispensabile rinegoziare la quota annuale delle imposte riscosse nella nostra isola che ci compete, affinché siamo parificati, nel trattamento, alle altre regioni a statuto speciale».Il presidente ricorda come dalla sigla dell’Intesa istituzionale sono trascorsi ormai cinque anni e gli Accordi di Programma Quadro che ne sono scaturiti rappresentano un’importante opportunità. «D’altra parte – scrive - rilevo che temi come la continuità territoriale, le servitù militari, di rilevanza strategica per la crescita economica e sociale per le nostre comunità, rimangono tuttora inevasi e che risulta necessario che ne siano considerati e compresi di nuovi, in relazione all’evoluzione che del sistema sociale ed economico sardo possiamo registrare. Mi riferisco al tema ambientale, al patrimonio culturale di cui la Sardegna dispone ma di cui non ne governa le opportunità intrinseche, al tema della scuola».Renato Soru sollecita «la giusta attenzione dello Stato, affinché, nel rispetto delle prerogative di ciascuna istituzione e del principio della sussidiarietà, ognuno assuma con responsabilità il ruolo che gli è proprio, con le dotazioni adeguate alle sfide che ci sono davanti per riavviare lo sviluppo e prepararci al futuro». Sull’emergenza industria ed energia, il presidente della Regione scrive: «Viviamo una condizione del nostro sistema produttivo industriale sfavorevole e tale crisi necessita che chi ricopre ruoli di responsabilità istituzionale, a tutti i livelli, riservi alle questioni dello sviluppo grande attenzione e determinazione. Ho avuto l’occasione – continua Renato Soru - di incontrare le rappresentanze sindacali regionali e di diversi territori della nostra isola, nonché numerosi sindaci dei nostri comuni. Con sottolineature diverse, tutti abbiamo convenuto che un fronte comune, senza distinguo di parte o di appartenenze partitiche, si coalizzi nel sollecitare il governo nazionale al rispetto degli impegni che nel passato ha assunto ma che vediamo ancora disattesi».
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