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Red
1 febbraio 2005
Appalti pubblici, Corte Costituzionale boccia ricorso contro la Regione
La Consulta ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale della legge regionale sarda (la numero14 del 2002), che detta norme in materia di qualificazione delle imprese per la partecipazione agli appalti di lavori pubblici che si svolgono nell’ambito territoriale regionale

CAGLIARI - La Corte Costituzionale ha bocciato il ricorso presentato dal Governo contro la Regione Sardegna in materia di qualificazione delle imprese negli appalti pubblici.
La Consulta ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale della legge regionale sarda (la numero14 del 2002), che detta norme in materia di qualificazione delle imprese per la partecipazione agli appalti di lavori pubblici che si svolgono nell’ambito territoriale regionale.
La notizia è stata data stamattina dall’assessore dei Lavori Pubblici Carlo Mannoni.
L’inammissibilità della questione sollevata è stata dichiarata dalla Corte nella considerazione che la Regione Sardegna ha competenza legislativa primaria in materia di lavori pubblici.
Resta dunque pienamente vigente il sistema di qualificazione regionale sardo, con il metodo dell’Albo appaltatori presente presso l’Assessorato dei Lavori Pubblici, al quale attualmente sono iscritte circa 550 imprese, aperto a tutte le imprese italiane o straniere, e alternativo ma non sostitutivo rispetto al sistema statale di qualificazione attraverso le SOA (Società organismi di attestazione).
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