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Gianni Marti 6 febbraio 2005
Divieto di fumo, crisi dei tabaccai e successo per i prodotti antifumo
Se da una parte gli irriducibili sfidano le intemperie e non badano alla scomodità di dover abbandonare il proprio posto al coperto, gli altri tagliano, a volte anche drasticamente, il numero delle sigarette. Fra i tabaccai, infatti, si sollevano le prime lamentele a causa di un forte calo delle vendite derivante dal settore tabacco
Divieto di fumo, crisi dei tabaccai e successo per i prodotti antifumo

ALGHERO - Niente più fumo, dunque, nei locali pubblici. Esercenti e consumatori sembrano rispettare le regole imposte dalla legge Sirchia, ma le polemiche comunque non si placano. Se da una parte i ristoratori e i gestori di locali notturni si lamentano, dall’altra c’è chi da questa nuova norma ne ha tratto un grosso vantaggio economico. Sono le farmacie e le erboristerie con i loro prodotti antifumo.
Bandite quindi le bionde da bar, caffetterie, uffici e scuole, gli affezionati della sigaretta sono costretti a sfidare freddo e gelo per godersi, in santa pace, il fumo della propria “paglia”. Se da una parte però gli irriducibili sfidano le intemperie e non badano alla scomodità di dover abbandonare il proprio posto al coperto, gli altri tagliano, a volte anche drasticamente, il numero delle sigarette. Fra i tabaccai, infatti, si sollevano le prime lamentele a causa di un forte calo delle vendite derivante dal settore tabacco. «Arriviamo a vendere anche un 15 per cento in meno di sigarette al giorno» afferma il titolare di una tabaccheria di Alghero e la Confesercenti conferma il dato, anzi sostiene che la media della flessione si attesti intorno al 23 per cento, con punte più alte nelle grandi città.
Anche i ristoratori ci sono apparsi intimoriti per la perdita di clientela. Gli abbiamo chiesto come appare la situazione a quasi un mese dall’entrata in vigore della legge e ci hanno risposto che molto è cambiato, soprattutto a causa di quel rito che per molti diventerà sacro, quello della “pausa sigaretta” all’aria aperta. «Il cliente appena finisce di mangiare esce dal locale. Sta sparendo lo storico rito del caffè e sigaretta dopo il pasto. Anzi evita accuratamente di bere l’espresso» così il titolare di un ristorante del centro storico.
Quindi a giovare maggiormente di questa nuova condizione sono soprattutto farmacie ed erboristerie. Molti infatti sono i fumatori che, a causa di questo epocale cambio di abitudini, si rivolgono al proprio medico per farsi indicare delle terapie utili a smettere di fumare.«Abbiamo sicuramente registrato una forte impennata nelle vendite dei prodotti antifumo» ci dice la titolare di una farmacia algherese. E infatti pare proprio che i prodotti a base di nicotina vadano a ruba. Sono diversi, fra gomme, caramelle e cerotti, ma il principio di funzionamento e pressappoco identico. Tutti, infatti, rilasciano durante l’arco della giornata piccole quantità di nicotina utile a far cessare quel senso di desiderio. Per chi volesse è anche possibile scaricare da internet un programma di supporto personalizzato, con lo scopo di modificare i comportamenti e le abitudini legate al fumo. Infine l’ultima alternativa, utile ai più incalliti, è una simil-sigaretta, che si può trovare nelle erboristerie, del tutto simile al tatto, composta di erbe, che si aspira senza bisogno di accenderla.
Per concludere, di questa situazione, oltre le già citate farmacie ed erboristerie, sembrano goderne maggiormente i frequentatori dei locali: «è strano tornare a casa dopo una notte trascorsa fra ristoranti e pub e non sentire fra i vestiti quell’insopportabile puzza di fumo».
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