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S.A. 8 aprile 2011
Disagio sociale: il progetto di Olmedo
Recitazione, danza e musica per combattere il disagio sociale. Un gruppo di comuni del distretto sanitario algherese sperimenta un percorso formativo per offrire ai suoi giovani un’opportunità di riscatto
Disagio sociale: il progetto di Olmedo

OLMEDO - Sono iniziate nell’auditorium del Centro sociale di Olmedo, ente capofila, le attività educative del progetto “Sulla strada: giovani e arte” che rientra nel programma Ad Altiora, finanziato dalla Regione Sardegna con un contributo di 250mila euro. Sedici giovani tra i 20 e 29 anni sono stati selezionati tra i vari paesi che hanno aderito all’iniziativa: oltre a Olmedo, ci sono Putifigari, Torralba, Ittiri e Bonnanaro. Inizialmente erano coinvolti anche i Comuni di Banari, Uri e Villanova Monteleone, poi esclusi per mancanza di istanze.

Nella fase iniziale di orientamento i ragazzi sono stati seguiti dallo psicologo Andrea Sole che ha cercato di creare le condizioni migliori per discutere insieme a loro degli obiettivi del percorso formativo e per capire le attitudini di ciascuno per poi indirizzare in modo specifico la formazione. Braccio destro all’assessorato ai Servizi sociali del Comune di Olmedo è l’Enaip Sardegna di Sassari che coordina le attività didattiche professionali. Non solo. In prima linea per la fase pratica ci sono anche le associazioni culturali Theatre en Vol e Pentagrammando. Il percorso in totale prevede ottocento ore di cui cinquecento riservate alla formazione e le restanti all’inserimento lavorativo.

«L’obiettivo del progetto – come spiega l’assessore ai Servizi sociali Stefano Piras – è creare una possibilità concreta di occupazione. Una volta terminato il corso i ragazzi avranno acquisito le competenze in ambito artistico e musicale che potranno spendere nel mercato del lavoro, a cominciare dal proprio paese di appartenenza. Si pensa infatti a una formula perché, in forma associata, i giovani possano essere inseriti nella gestione di Centri sociali giovanili». Punto di forza del progetto, tiene a evidenziare l’amministratore, è la concretezza su cui si basa: «E’ stato premiato dalla Regione perché prevede una reale risposta all’esigenza lavorativa dei giovanissimi che potranno disporre di una qualifica immediatamente spendibile nel territorio».

Accanto a materie come inglese, informatica, diritto del lavoro e comunicazione, gli aspiranti animatori stanno studiando teatro-danza, giocoleria, acrobatica, canto. Avranno anche l’opportunità di imparare a suonare diversi strumenti musicali. La formazione si concluderà a luglio. Quindi potrà cominciare la fase “on the job” che prevede l’inserimento lavorativo all’interno dei centri di aggregazione.



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