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Sara Alivesi
18 aprile 2011
«Dramma Vinyls, nuova governance»
Il sindacato chiede un nuovo modello di governance delle problematiche territoriali e un sì, chiaro e netto, alla continuità occupazionale a Porto Torres attraverso una presa di posizione scritta da inserire nel protocollo d´intesa con Eni sulla “chimica verde”

ALGHERO - Il sindacato chiede un nuovo modello di governance delle problematiche territoriali e un sì, chiaro e netto, alla continuità occupazionale a Porto Torres attraverso una presa di posizione scritta da inserire nel protocollo d'intesa con Eni sulla “chimica verde”. Sono queste le due richieste urgenti poste dal segretario generale della Cgil di Sassari, Antonio Rudas, ai massimi rappresentanti degli enti locali del territorio, la presidente della Provincia di Sassari e i sindaci di Sassari, Porto Torres e Alghero. In una lettera aperta inviata alle istituzioni, in cui ricorda il gravissimo stato di crisi del nord-ovest, che ha costretto la Cgil a proclamare, da sola, lo sciopero generale per il 6 maggio, Rudas torna a chiedere così l'unità del territorio.
«La Cgil di Sassari – scrive il segretario della Camera del
lavoro – dopo nove mesi di inutili tentativi, volti a costruire un'alleanza tra le organizzazioni sindacali prima e tra le istituzioni dopo, ha deciso di rompere gli indugi, scegliendo tra l'immobilismo e la lotta». La mobilitazione è rivolta «contro le ormai acclarate inadempienze del governo nazionale e regionale» ma, scrive Rudas agli enti locali, «in assenza di una vostra tempestiva risposta su questi aspetti che consideriamo irrinunciabili, non ci rimarrà altro da fare
che canalizzare la protesta dei lavoratori che rappresentiamo anche nei vostri confronti».
Il documento si conclude con le richieste della Cgil di Sassari alle
amministrazioni locali: la disponibilità a «varare un nuovo modello di relazioni basato sulla governance delle problematiche del territorio» e l'inserimento della seguente clausola, irrinunciabile, nei futuri accordi con Eni: «Il piano di dismissioni dell'esistente verrà subordinato ai tempi di realizzazione del nuovo, in modo da non penalizzare l'occupazione».
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