Una delle nuove linee della flotta sarda sulla rotta Porto Torres-Livorno: è la richiesta scritta inviata dal sindaco di Porto Torres, Beniamino Scarpa, al presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, e all’assessore regionale ai Trasporti, Christian Solinas
PORTO TORRES - Una linea Porto Torres-Livorno nel nuovo
progetto della flotta sarda è la richiesta avanzata dal sindaco di Porto Torres, Beniamino Scarpa, e trasmessa in una lettera al presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, e all’assessore regionale ai Trasporti, Christian Solinas. «Non posso esimermi dal rivendicare a gran voce, per il territorio del Nord Ovest, la reistituzione dello storico collegamento Porto Torres-Livorno» si legge nella missiva.
I vantaggi sarebbero notevoli: «alleggerirebbe il carico di mezzi pesanti sull’arteria diminuendo, conseguentemente, il rischio di incidenti. Si può, inoltre, ipotizzare un aumento dei volumi di traffico derivanti dall’attivazione del processo produttivo della chimica verde, che necessiterà di vettori per la fase import/export delle materie prime lavorate negli impianti di Porto Torres». Ad avvalorare le richieste del primo cittadino «esistono i numeri del collegamento estivo della Saremar, Porto Torres-Vado Ligure. La linea ha fatto registrare, in tre mesi, un movimento di mezzi guidati per il trasporto merci che può essere stimato, dai dati parziali, in circa diecimila metri lineari.
Riguardo alla concorrenza con Olbia, l'altro scalo importante del nord Sardegna, Scarpa sottolinea: «rispetto al porto di Olbia lo scalo di Porto Torres, a partire da oggi vedrà il progressivo termine dei collegamenti effettuati da Saremar, Moby, Grimaldi Lines e il ridimensionamento dei collegamenti di Grandi Navi Veloci. A ciò si aggiunge il futuro incerto di Tirrenia, società di cui, a tutt’oggi, non si conoscono le prospettive».
Il sindaco, nella lettera, illustra la difficile situazione delle aziende dell’indotto. «Si rischia di creare un effetto domino per tutte le aziende della nostra industria portuale che rischia di subire un tracollo, considerati anche gli effetti sui traffici marittimi a causa della recente chiusura dell’impianto Cracking del petrolchimico». Inoltre, ricorda il primo cittadino: «sono stati investiti milioni di euro di soldi pubblici (e sono previsti ulteriori finanziamenti per la messa in sicurezza dei moli di ponente e la rimozione della secca storica nella banchina Dogana-Segni) nella realizzazione di nuove banchine che sono state realizzate per accogliere navi e traffici».
Nella foto: Beniamino Scarpa