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Stefano Idili
13 aprile 2005
Condannato per avere sparato il fratello nel campo nomadi
Dal processo è emerso che la triste vicenda sia stata originata da una storia d’amore tra la figlia di Hadzovic e un altro nomade, amico di suo fratello minore che aveva provato a difendere dalla furente reazione del fratello

ALGHERO – Elver Hadzovic è stato condannato a due anni e otto mesi. Gli accadimenti risalgono al 2002, quando lo slavo, che si trovava nel campo nomadi di Fertilia, aveva sparato più colpi d’arma da fuoco contro il fratello minore. Dal processo è emerso che la triste vicenda sia stata originata da una storia d’amore tra la figlia di Hadzovic e un altro nomade, amico di suo fratello minore che aveva provato a difendere dalla furente reazione del fratello. Gli agenti accorsi sul luogo dove si erano sentiti gli spari di arma da fuoco ed avendo trovato sparsi i bossoli della pistola per il campo nomadi, avevano trattenuto ed interrogato alcuni nomadi. I termini d’accusa nei confronti del nomade sono stati definiti durante il processo che si sta tenendo nel Tribunale di Sassari. Dal dibattimento, dove l’accusa è stata sostenuta dal sostituto procuratore Paolo Piras, si è stabilito che al nomade, difeso dall´avvocato Efisio Floris, venisse alleggerito il capo d’accusa: dal tentato omicidio alla minaccia aggravata con uso di arma da fuoco.
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