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Luigi Coppola
1 maggio 2005
Omaggio a Pier Paolo Pasolini
A Portotorres La Bottega dei Teatranti ricorda l’intellettuale poeta di Bologna. Un’intervista impossibile ad un personaggio scomodo del Novecento italiano, tragicamente scomparso trenta anni fa. Una soap di due parti: testi originali dello scrittore tratte da interviste anni settanta rilasciate ad Enzo Biagi ed un riadattamento orale ideato da Rosario Morra, nella “ricostruzione pasoliniana" dei nostri giorni

PORTOTORRES – L’idea di ricordare l’opera di P. Paolo Pasolini con un’inedita soap opera, anticipa a Portotorres nell’ultima serata di un caldo aprile, la proiezione in anteprima del lungometraggio “Pasolini e la morte – un giallo puramente intellettuale”, che si terrà il prossimo 5 maggio a Roma presso la Casa del Cinema alla Villa Borghese, presentata da E/co Cinematografica. L’idea di Rosario Morra, direttore artistico della compagnia teatrale “La Bottega dei Teatranti”, di presentarne una sua edizione, tratta dalle “Pagine Corsare” dello scrittore nato a Bologna nel 1922, si rifà ad un’esigenza precisa. «…E’ un lavoro che ho fatto per dare uno spunto di riflessione in questo momento particolare che vive la nostra città. Un’occasione per dare un contributo, un segnale alla voglia di cambiamento che tutti i cittadini attendono. Vorrei solo ricordare loro come sarebbe andata anche questa campagna elettorale senza la disponibilità di questo centro culturale (la struttura che ha ospitato la rappresentazione n.d.r.), del suo spazio fisico, che noi abbiamo creato dal nulla e caparbiamente manteniamo in essere…». E’ la dichiarazione del regista prima d’iniziare la scena, vestendo i panni di Pasolini, intervistato da una brava quanto seducente Antonella Masala nel ruolo dell’intervistatrice. Le risposte autentiche del Morra-Pasolini setacciano il ruolo decisivo della televisione, potente mezzo usato con spregio dell’etica e del servizio civico. In barba a meri interessi di potere, più volte apostrofati fascisti, in sintonia alle contrapposizioni dialettiche dell’epoca, esse sfumano in uno sfondo sonoro misto di personaggi politici ed inni dei partiti di fine scorso secolo. Brani tratti dai testi evangelici (contro la condotta falsa dei farisei) e versi dello stesso poeta, autorevolmente proclamati da Stefano Chessa hanno introdotto la seconda parte dell’intervista impossibile. In essa Morra, ha prestato la contemporaneità degli eventi, inclusi il tentativo imperante di un’omologazione culturale all’insegna di un consumismo sfrenato, vuoto di contenuto, pieno d’edonismo, ai testi di un Pasolini alle prese con un nuovo totalitarismo democratico, post fascista. Una serata non leggera, salutata dagli applausi degl’intervenuti, che nella prolusione di Morra sono stati introdotti ad un dibattito sullo stato della cultura a Portotorres. Moderati da Michele Rando, Luciano Mura, Beniamino Scarpa e Pinuccio Vacca hanno misurato il tasso culturale presente in città, proiettandolo con le prospettive attese nella prossima amministrazione comunale che nascerà fra una settimana con l’imminente scrutinio elettorale. Senza scelte l’unica strada da percorrere. Ridare alla città una presenza culturale degna di questo nome, che passi attraverso il vaglio istituzionale del comune, senza concessioni, anche in termine di risorse, ad personam. Sicuramente una scommessa importante anche per i pesi economici (ingenti quelli per gestire la riapertura del Teatro Olimpia), e per le ricadute non trascurabili che potrà goderne la comunità cittadina. Non solo per l’aspetto voluttuoso e godereccio della ricreazione di spettacolo, quanto per le imprenditorialità che potranno derivarne anche in prospettiva di nuove forze lavoro. Quando si dice: «…lo spettacolo deve continuare…»
Nella foto: Rosario Morra con La Bottega dei Teatranti
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