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Red 9 luglio 2012
«Piccoli ospedali, nessuna chiusura»
L'0assessore regionale alla Sanità: il provvedimento sulla spending review del Governo comunque deve stimolare le amministrazioni regionali a intervenire prima che siano imposte riforme dall'alto
«Piccoli ospedali, nessuna chiusura»

CAGLIARI - «Sui piccoli ospedali parlare di chiusura è inaccettabile, lo abbiamo ribadito anche in Conferenza delle Regioni appena due giorni fa. Ora pare che i tagli sulla sanità siano stati alleggeriti: sul 2012 di 900 milioni; sul 2013 di 1,8 miliardi e di 2 nel 2014, ma il problema di fondo resta perché le cifre sono un mezzo e non un fine. Il provvedimento sulla spending review del Governo comunque deve stimolare le amministrazioni regionali a intervenire prima che siano imposte riforme dall'alto a scapito della peculiarità e della specificità della sanità di ogni regione. Diciamo no ai tagli per primi, ma allo stesso tempo è necessaria, più che mai, una razionalizzazione del sistema sanitario che in tutto il mondo è in profonda trasformazione».

Così l'assessore regionale alla Sanità, Simona De Francisci, in riferimento al tanto discusso provvedimento annunciato e licenziato dal Consiglio dei Ministri di tagli alla spesa pubblica. «Il disegno di legge approvato e presentato dalla Giunta - continua l'assessore - ora all'attenzione della Settima Commissione del Consiglio regionale, può e deve essere il punto di partenza perché Giunta e Consiglio, al di là di ogni colore politico, legiferino sulla sanità di domani senza prescindere da due principi chiave: la qualità dei servizi e la lotta agli sprechi, investendo in salute ciò che si risparmia».

«E' necessario allora cogliere questa opportunità al più presto, già entro l'estate o immediatamente dopo, affinché con la discussione sul Ddl si cominci a mettere ordine al sistema sanitario regionale. Il punto di partenza deve essere, vista l'urgenza ed essendo il tema di strettissima attualità, la riorganizzazione della rete ospedaliera. Potenziare il territorio, dunque senza privare le zone interne dai servizi sanitari, è un principio sul quale la Giunta sta già intervenendo con investimenti in corso, per 25 milioni di euro, per case della salute, hospice, poliambulatori. Potremmo definirla "sanità a chilometri zero", mutuando l'espressione dall'agricoltura».
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