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Red
10 luglio 2012
Studenti di Architettura? E' difficile!
Lo rimarcano gli stessi studenti, all'indomani della querelle in cui si sono ritrovati - loro malgrado - a seguito di una festa nel cortile della facoltà
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ALGHERO - «E’ difficile essere studenti di Architettura ad Alghero». Lo rimarcano gli stessi studenti, all'indomani della querelle in cui si sono ritrovati - loro malgrado - a seguito di una festa nel cortile della facoltà algherese. Alla protesta di otto residenti all'indirizzo del Rettore e direttore del Dipartimento per l'happening musicale notturno nella sede dell'ex asilo Sella, loro rispondono con una vera e propria lettera-denuncia sulla condizione degli studenti in città. Ecco il testo integrale.
E’ difficile essere studenti di Architettura ad Alghero. Non è colpa di una figura in particolare, non si punta il dito su una persona, su un’istituzione. E’ difficile essere studenti di Architettura ad Alghero perché il clima di profonda crisi che si respira non viene di certo migliorato dalla continua altalenanza di giudizi, da parte di istituzioni, di cittadini, di spettatori esterni ed interni. Non è semplice essere tra le prime facoltà di Architettura in Italia e nello stesso tempo non poter immaginare un futuro chiaro per il Dipartimento, quando sono sempre più incombenti le possibilità di chiusura o di spostamenti, di sconvolgimenti di forma e contenuti. In un clima di questo tipo, è ancora più frustrante vedere un’opinione pubblica così dura nei giudizi e nelle critiche, e allo stesso modo così morbida, o meglio indifferente, verso i problemi reali che questo Dipartimento ha cercato di affrontare, da sempre, ma soprattutto negli ultimi tempi. Otto cittadini di Alghero, che da un giornale all’altro, nel giro di due giorni, sono raddoppiati, hanno espresso un disagio: “un attacco parossistico di decibel sino alle 5,30 del mattino” non ha fatto riposare i cittadini che il giorno dopo dovevano recarsi a lavoro e non hanno così potuto dormire. Va fatta una premessa importante, ovvero che nessuno di noi studenti aveva come scopo quello di disturbare altre persone, e per questo motivo siamo senz’altro dispiaciuti. Come è stato espresso dal Direttore del Dipartimento, Arnaldo Cecchini: «le attività di intrattenimento, a mio avviso importanti e persino educative, non devono avvenire se non nel rispetto delle regole e delle persone». Per questo motivo ci scusiamo per i disagi che sono stati arrecati. Allo stesso tempo, vorremmo esprimere un’assoluta indignazione per la facilità con cui è stata diffusa una notizia così poco rilevante per la cittadinanza del Comune e di tutta la Provincia, mentre sono state ripetutamente ignorate le nostre precedenti richieste di attenzione. Chiunque conosca il Dipartimento di Architettura di Alghero sa come Direttore, docenti e soprattutto studenti si impegnino in attività di assoluto rilievo ed importanza per la comunità, con attività extra - accademiche di formazione, come per esempio la recente Giornata del Colore, o ancora i numerosi appuntamenti di incontro cittadino, con esposizione di progetti per la riqualificazione di intere aree della città. Tutte attività a cui la cittadinanza non ha risposto, se non in minima parte. La grande notizia, emersa in diversi giornali, che vede i “futuri architetti” impegnati in festone a volumi spropositati (l’impianto audio era composto da un computer e due casse), per altro uniche notizie, riguardanti la facoltà, a cui viene data attenzione sui giornali, svilisce tutto ciò che viene fatto da noi studenti all’università e all’interno della comunità. Una festa o una grigliata (perché, sì, in diversi commenti ai suddetti articoli è stato definito “fastidioso” vedere i ragazzi che organizzano una grigliata) non sono niente rispetto alle attività e alla voglia di fare che rendono il Dipartimento di Architettura così speciale. Non è la prima volta che viene attaccato il Dipartimento per motivi più o meno rilevanti, poiché in passato, ma ancora oggi, viene criticata apertamente, per esempio, l’autogestione che la facoltà ci permette di richiedere a causa dei nostri ritmi lavorativi, che ci vedono impegnati fino a notte fonda, fra studio, progetti e plastici difficilmente trasportabili. Nessuno di noi pretende che la cittadinanza approvi tutte le attività che svolgiamo all’interno della facoltà, poiché nessun cittadino sa cosa significhi studiare architettura ad Alghero, se non gli studenti stessi. Per molti di noi, la nostra casa, il solo luogo in cui possiamo lavorare e studiare di notte e avere una connessione internet per le produzioni al computer, è la facoltà. Per questo motivo, molti di noi hanno legato così profondamente con una città che ancora oggi presenta non pochi problemi, sia nella logistica del Dipartimento che nelle agevolazioni agli studenti e nell’offerta di attrattive che Alghero riserva ad essi, soprattutto nella stagione invernale. Quantomeno, chiediamo un po’ di tolleranza. Non è corretto un attacco indiretto attraverso giornali e mass media in generale, quando si poteva semplicemente richiedere l’interruzione di musica e caos direttamente a noi studenti. La lettera dei cittadini, per come è stata espressa e per il contesto in cui è stata scritta, sembra più semplicemente un attacco cieco al Dipartimento, in una città in cui le persone che ci vivono si occupano di una delle maggiori risorse del territorio, l’Università, solo quando essa disturba la quiete di una notte di fine giugno. Per questo motivo, vorremmo che tutti i cittadini fossero coinvolti nei progetti, nelle attività e negli eventi organizzati dal Dipartimento; per conoscere una realtà che per Alghero è e rimane molto importante, sia dal punto di vista della micro-economia che essa comporta, soprattutto in inverno, sia per l'importanza che essa ha nel suo sviluppo culturale e sociale. A questo proposito, invitiamo la cittadinanza, il 27 luglio, alla consegna dei diplomi dei futuri architetti e all'evento che si terrà subito dopo, per festeggiare un momento importante, per noi e per voi. |
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