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Guido Matteo Zoagli
7 maggio 2005
Olio d’Oliva biologico, la Sardegna e Alghero in prima fila
Nonostante la scarsa attenzione dimostrata dagli Enti preposti alla valorizzazione delle produzioni nostrane, gli oli sardi continuano a primeggiare. Al Biol, concorso riservato alle produzioni biologiche, vincono ex equo il sardo “Del Giudicato” e la rivelazione cilena “Olave”, per “Accademia Olearia” di Alghero miglior packaging ed etichettatura

ALGHERO - Ciò che da tempo i produttori oleicoli dei paesi di tradizione temevano, è accaduto. I paesi emergenti iniziano a fare sul serio, oltre alle quantità i prodotti attualmente in commercio fanno registrare ottime qualità. Ed il futuro non promette niente di buono. Potendo contare su più ampie superfici coltivabili ed avvantaggiandosi del prezzo decisamente inferiore della manodopera, c’è il rischio di vedere i nostri prodotti soffocati da una concorrenza spietata. In Sardegna tanto tempo s’è già perso, urge ormai una politica finalizzata alla vera valorizzazione delle produzioni locali al fine di garantire i consumatori ed innalzare i controlli di qualità. Anche ad Alghero, purtroppo, regna un’inspiegabile immobilismo in materia. Terra di grande vocazione, ottime produzioni e clima favorevolissimo, manca ancora di quei riconoscimenti di qualità che arrichirebbero il prodotto algherese di storia e cultura, permettendo ai produttori locali una più idonea collocazione nel panorama aleicolo internazionale. Nonostante la scarsa attenzione dimostrata dagli Enti preposti alla valorizzazione delle produzioni nostrane, gli oli sardi continuano a primeggiare in concorsi nazionale ed internazionali. La leadership mondiale riconosciuta all’olio biologico italiano comincia però ad essere insidiata. Almeno nell’ultima annata, infatti, alcuni extravergini ecocompatibili esteri hanno raggiunto livelli di eccellenza paragonabili alla consolidata tradizione italiana. Questi i verdetti del Premio Biol - Città di Andria, l’unico concorso internazionale riservato ai migliori oli biologici svoltosi tra Andria e Bari. A vincere la decima edizione sono stati ex aequo il sardo ”Olio Del Giudicato” della cooperativa C.O.C.O. di Arborea (Oristano) e la rivelazione ”Olave” dell’azienda cilena Valle Grande. Sono risultati i migliori del 2005 tra gli oltre 200 oli in gara, giunti dai vari continenti. In classifica segue a parimerito un gruppo di quattro oli: fra loro, a confermare il gran balzo in avanti compiuto in media dagli extravergini stranieri, lo spagnolo “Rincon de la Subbetica” e - altra sorpresa - il neozelandese “Moutere Grove”, che affiancano il pugliese ”Marcinase Fruttato Intenso” dell’azienda molfettese Minervini e il Dop umbro “Marfuga” dell’azienda omonima di Campello sul Clitunno (Perugia). Importante riconoscimento è stato ottenuto dall’azienda algherese Accademia Olearia che con l’olio omonimo ha ottenuto il premio “Biolpack”, quale miglior packaging ed etichettatura, assegnato da una giuria di esperti in comunicazione e consumo.
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