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Red
12 settembre 2012
«Lo Stato pensi ai lavoratori Italiani»
Lo ha dichiarato il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, intervistato da Sky TG24 sulla vertenza Alcoa

CAGLIARI - «Lo Stato pensi ai lavoratori italiani e la smetta di fare ragionamenti folli sulla politica industriale. In questi giorni qualcuno fa la morale e giudica una certa industria non conveniente perché si reggerebbe su contributi pubblici per circa 80 milioni di euro all'anno. É un ragionamento che respingiamo con sdegno: in primo luogo, perché non siamo una riserva indiana, ma un popolo di gente orgogliosa e operosa; in secondo perché il gioco demagogico di dividere tali cifre per il numero di operai dovrebbe essere compiuto invece per uno Stato che oggi spende ben altre cifre, circa 9 miliardi di euro l'anno, che gravano sulle bollette degli Italiani (fonte AEEG) per incentivi sulle rinnovabili. Incentivi che, così come sono congegnati, sono in grandissima parte contributi a imprese estere».
Lo ha dichiarato il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, intervistato da Sky TG24 sulla vertenza Alcoa.
Il Governatore ha spiegato che sono state importate dall'estero tecnologie che hanno un valore di quel tipo: «Questo significa che quegli incentivi sono serviti - ha aggiunto - a far progredire industrie estere, per dare lavoro fuori dai nostri confini e l'Italia, che ha la media più bassa di tecnologia sulle rinnovabili, é rimasta indietro e non ha potuto giovarsi di tale enorme investimento di denaro pubblico. Noi difendiamo i lavoratori sardi italiani, con le loro famiglie, difendiamo la presenza del settore industriale nel nostro Paese e l'adozione di decisioni che producano benefici in casa nostra. Ai detrattori, ai moralizzatori a corrente alternata, affetti da un eccesso si esterofilia - ha concluso il presidente - verrebbe da rivolgere il più classico 'Ma mi faccia il piacere!».
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