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Red 7 ottobre 2012
La "Variante" della politica alla catalana
Mannoni riprende su Sardegna Democratica la sua intervista ad Alguer.it. E se scherza sulla «variante alla catalana» lancia anche un grido d’allarme: che la soluzione votata rischi di far perdere per davvero i soldi dello stanziamento regionale per realizzare la circonvallazione. E mette in guardia dal malcostume politico: a chi conviene la strada rossa?
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ALGHERO - Carlo Mannoni, riprende su Sardegna Democratica, il web giornale di Cagliari che esprime la linea politica e culturale del movimento che fa capo a Renato Soru, i temi affrontati nell’intervista ad Alguer.it [ASCOLTA] sul caso politico scatenato dall’approvazione della «variante» alla circonvallazione ereditata dalla giunta di Marco Tedde [CONSIGLIO COMUNALE]. Mannoni, che ad Alghero è legato non solo dalla memoria dei suoi anni scolastici ma anche da una partecipazione assidua alla vita cittadina. Sebbene si tratti di un intervento tecnico-politico che farà discutere, destinato a riaprire non pochi dei giochi politici che sembravano chiusi, Mannoni non risparmia la sua ironia, parlando di «varante alla catalana». Precisa infatti che non si tratta «della ricetta dell’aragosta» che riporta alla mente la memoria di Moreno Cecchini: «La variante urbanistica, approvata dal Consiglio comunale algherese nella riunione notturna tra venerdì e sabato appena trascorsi, è quella legata al progetto della circonvallazione sud della città che verrà realizzata con un finanziamento regionale di 10,5 milioni, 4 provenienti dalla giunta Soru, 6,5 dall'attuale giunta regionale» [TRACCIATO].

Mannoni che è stato assessore regionale ai lavori pubblici e della giunta Soru fu vicepresidente, entra nel merito della polemica su due fronti: da una parte la necessità di un’approvazione urgente per non perdere i soldi, dall’altra le stranezze del nuovo tracciato paragonato con quello del Piano regolatore: «La geometria della prima parte del nuovo percorso stradale, infatti, genererebbe seri dubbi già ad un qualsiasi disinteressato osservatore del progetto, figuriamoci ad un amministratore che quel progetto deve approvare e far proprio.Ciò che insospettisce, e che i più pare non condividano, è quello strano "curvone" che si allontana dall'asse naturale del percorso, sino addirittura ad ingobbirsi, rinunciando tra l'altro ad una delle sue principali funzioni che sarebbe quella di assorbire direttamente il traffico da e per la XX Settembre, una delle vie più trafficate di Alghero. Il fatto tecnico rappresentato da quell'incomprensibile "cul de sac", che come tutti fatti tecnici può essere o no neutrale, si arricchisce di valenze e valori specifici quando si viene a sapere che la tortuosità del percorso aggira i terreni di un noto imprenditore algherese, sostenitore, anche attraverso la sua tv locale, delle giunte Tedde nei suoi due mandati. Se ciò corrisponde al vero me ne preoccuperei non poco».

Mannoni con puntualità tecnica affronta anche la forma e la sostanza della delibera comunale con cui si pensava di evitare di intaccare il finanziamento, cioè il rischio di perdere un milione di euro dei 10,5 già stanziati. Stigmatizza sul filo del sarcasmo Mannoni: «E siccome la fantasia non ha limiti, ecco uscire dal cilindro del sindaco Lubrano la "variante alla catalana": la variante urbanistica, e quindi il tracciato, vengono infatti approvati con la condizione che la parte del tracciato non condivisa venga modificata in corso d'opera ad appalto aggiudicato». Aggiunge Mannoni senza lasciare niente alla fantasia, appunto: «Si, avete capito bene: si è provveduto ad approvare e contestualmente a bocciare un tratto del tracciato di progetto. Siamo per caso alle furberie romanzate di Bertoldo? Proporrei il caso come "caso di scuola" al prossimo concorso per funzionari o dirigenti al comune di Alghero. Qualcuno dei concorrenti obietterà come possa un dirigente approvare, o dare il suo parere di regolarità su un progetto formalmente non condiviso in atti ufficiali dal Consiglio comunale. Qualche altro si chiederà com'è possibile mandare in appalto un progetto che l'amministrazione ha dichiarato anticipatamente di voler sostanzialmente modificare in corso d'opera (per errore progettuale o per eventi imprevedibili?). E ciò verrà scritto nel bando? E quale dirigente comunale avvierà l'attività di esproprio di aree che sa già verranno escluse dal tracciato? E' all'Unità tecnica regionale dei lavori pubblici della Regione, che deve dare il parere sul progetto, avranno qualcosa da obiettare su quella quanto meno strana variante urbanistica?»

Conclude il suo esame impietoso Mannoni: «Sono domande "tecniche" che ridondano di risposte politiche, e spero che qualcuno ne tragga qualche riflessione. In una mia recentissima dichiarazione ad Alguer.it avevo spiegato che la giunta Lubrano avrebbe dovuto prendersi il tempo strettamente necessario per ristudiare il progetto, qualora non condiviso, per approvarne uno riconoscibile, invece, come progetto di questa maggioranza. E che la perdita del milione, comunque più avanti recuperabile, non avrebbe dovuto condizionare le scelte di questo momento dato l'obiettivo ritardo accumulato dalla giunta Tedde nelle procedure di predisposizione ed approvazione del progetto. Ed invece il sindaco Lubrano e la sua maggioranza hanno agito politicamente come semplici delegati dell'ex sindaco Tedde, ovvero "in nome e per conto" del tale, che infatti ne ha gioito non poco» [LEGGI].

Perché dopo il danno, ammonisce Mannoni, potrebbe addirittura arrivare anche la beffa. Una beffa che metterebbe davvero a malpartito l’immagine della nuova maggioranza, soprattutto delle sue componenti radicali che hanno fatto professione di fede della trasparenza e del rinnovamento. Il "pentimento" di Alghero Migliore [LEGGI], espressione del gruppo di lavoro che dirige Architettura, rischia di arrivare fuori tempo massimo. La responsabilità della lista di AlgueRosa, che si riconosce in Sel e nel Pdci, a cui è toccata la presidenza della Commissione urbanistica nella persona del consigliere Valdo di Nolfo, conclamato «nemico dei costruttori», potrebbe aver conseguenze traumatiche. Perché come spiega Mannoni: «Il paradosso è che con quest'aggrovigliarsi di volontà espresse e nello stesso negate, l'amministrazione comunale di Alghero corre ora il rischio, a dicembre, di perdere comunque quel milione e con esso anche un poco della sua credibilità».

Nella foto: Carlo Mannoni durante una visita ad Alghero da assessore ai Lavori Pubblici della Giunta Soru



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