Riformatori, Udc e Psd´Az attaccano duramente il sindaco accusato di «inerzia» rispetto alle procedure da adottare nel tentativo di salvare la sezione distaccata cittadina
ALGHERO - «Spiace apprendere che l’impegno sinergico profuso dalle forze politiche presenti nell’aula consiliare, dai rappresentati istituzionali regionali e nazionali, sia stato vanificato dal mancato conferimento dell’incarico ad impugnare il provvedimento anticipatorio di chiusura della Sezione distaccata di Alghero del Tribunale di Sassari, adottato dal Presidente del Tribunale». Così i gruppi consiliari di Riformatori, Udc e Psd'Az ritornano sulla «delicata questione» accusando il sindaco di Alghero, Stefano Lubrano, di «non aver voluto dare attuazione agli impegni assunti nei confronti della cittadinanza».
«Delude sapere - proseguono in una nota resa pubblica - che sono stati minimizzati con l’inerzia di Stefano Lubrano, i segnali di malessere sociale ed economico denunciati nel
confronto pubblico scaturito dagli interventi svolti dal presidente del Consiglio Comunale, dagli onorevoli regionali del territorio, da alcuni parlamentari, dal presidente della Confcommercio locale, dal rappresentate del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Sassari e da numerosi consiglieri comunali». I consiglieri comunali Francesco Marinaro, Alberto Zanetti, Alberto Bamonti, Leonardo Polo e Mauro Giorico insistono attaccando duramente il sindaco che avrebbe «disatteso in modo arbitrario la volontà unitaria della cittadinanza di attivare i possibili meccanismi di contrasto all’arretramento dello Stato rispetto a problematiche centrali come l’amministrazione della giustizia e non solo».
In ballo secondo gli esponenti di minoranza è non solo «la conservazione della Sezione distaccata del Tribunale che dell’Ufficio del Giudice di Pace», ma anche «il processo di marginalizzazione che la nostra citta sta vivendo in vari settori della pubblica amministrazione, senza alcuna plausibile ragione». L'appello finale al primo cittadino da parte degli avversari politici è «di porre rimedio a tale incresciosa situazione, autorizzando l’intervento adesivo dell’Amministrazione comunale nel procedimento di impugnazione avviato dall’avvocatura sassarese davanti al Tar Sardegna».