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Red
18 giugno 2005
Più diritti nelle carceri della Sardegna con una nuova figura istituzionale
La Sardegna potrebbe dotarsi, tra le prime regioni italiane, di una Autorità di controllo e di garanzia dei diritti delle persone private della libertà personale, con il compito anche di controllare che negli istituti di pena sardi vengano rispettati i diritti dei singoli, che le condizioni minime d’igiene, le norme sanitarie, le attività per il recupero di chi ha sbagliato siano di “decente livello”

CAGLIARI – La Sardegna potrebbe dotarsi, tra le prime regioni italiane, di una Autorità di controllo e di garanzia dei diritti delle persone private della libertà personale, di una “nuova figura“ istituzionale con il compito anche di controllare che negli istituti di pena sardi vengano rispettati i diritti dei singoli, che le condizioni minime d’igiene, le norme sanitarie, le attività per il recupero di chi ha sbagliato siano di “decente livello”. Le indagini conoscitive sugli istituti di pena della Sardegna, compiute dalle competenti Commissioni del Consiglio regionale, in questa ed anche nella precedente legislatura, hanno, infatti, messo a nudo una situazione drammatica, al limite dell’inciviltà, hanno fatto emergere situazioni che gli stessi consiglieri hanno giudicato “indecorose, se non addirittura illegali”.
Uno stato di fatto denunciato, anche recentemente, dalla Seconda commissione permanente dell’Assemblea regionale, Diritti Civili e Politiche Comunitarie, presieduta da Palo Pisu, che ha approvato numerosi documenti e risoluzioni, inviati al Governo centrale ed alla Giunta regionale, ma che non hanno portato, per ora, ad iniziative concrete, in grado di modificare questa difficile situazione.
Per cercare di rendere meno difficili le condizioni “degli ospiti delle carceri isolane”, la Seconda ha avviato l’esame di una proposta di legge, la n. 59, presentata da Nazareno Pacifico e sottoscritta dallo stesso presidente della Commissione Paolo Pisu, da Pierangelo Masia, Maria Grazia Caligaris, Giovanna Cerina, Mariuccia Cocco, Paolo Fadda, Vincenzo Floris, Sandro Frau, Mondino Ibba, Silvio Lai, Paola Lanzi, Franco Sanna, Simonetta Sanna, Tore Serra ed Antonio Efisio Addis, con la quale si propone l’istituzione dell’”Autorità garante delle persone private dalla libertà personale”.
La nuova Autorità, un organo collegiale costituito da un presidente e da due membri, eletti dal Consiglio regionale, avrà, tra l’altro, il compito di promuovere gli strumenti necessari per migliorare le condizioni di detenzione, attivare forme di controllo nei luoghi di privazione della libertà personale, favorire meccanismi di tutela dei diritti fondamentali delle persone detenute.
“Un organo di grande importanza civile, morale e giuridica, ha detto Nazareno Pacifico illustrando il provvedimento, che servirà per riportare ad una situazione più tollerabile anche gli istituti carcerari sardi”.
Nella foto: il carcere di Alghero
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