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Red 22 giugno 2005
Il disagio nel carcere di Alghero approda in Parlamento
Quello che è stato ritenuto tra i migliori istituti del sistema penitenziario nazionale, per la qualità della vita e le rilevanti opportunità di recupero offerte alle persone detenute e per la possibilità per tutto il personale di svolgere il lavoro in condizioni ottimali, versa in condizioni di difficoltà sempre crescenti. Interrogazione del Parlamentare algherese Francesco Carboni
Il disagio nel carcere di Alghero approda in Parlamento

ALGHERO - «La casa di detenzione algherese versa in una gravissima condizione». A sollevare il grido d’allarme è l’onorevole algherese Francesco Carboni che in questi giorni, con una “interrogazione a risposta in commissione” ha segnalato al Ministro della Giustizia la situazione (già segnalata con atto di sindacato ispettivo 5-02543 pubblicato il 4 novembre 2003) che va determinandosi nella casa di reclusione cittadina riaperta nell´anno 1998 dopo la chiusura dell´Asinara. In particolare Carboni segnala che quello che per alcuni anni è stato ritenuto tra i migliori istituti del sistema penitenziario nazionale, per la qualità della vita e le rilevanti opportunità di recupero offerte alle persone detenute e per la possibilità per tutto il personale di svolgere il lavoro in condizioni ottimali, versa in condizioni di difficoltà sempre crescenti. «I motivi principali – sostiene Carboni – sono la progressiva riduzione del personale della Polizia penitenziaria, per non essere state reintegrate le unità collocate in pensione e/o comandate presso altri istituti; la conseguente impossibilità di mantenere i livelli di formazione didattica che hanno impegnato anche oltre la metà delle persone detenute; l´istituzione di una sezione per detenuti in alta sicurezza; la presenza di un notevole numero di detenuti tossico-dipendenti; l´alta mobilità della popolazione detenuta in termini di quantità e di qualità dei soggetti, che non consente più di avviare proficue attività trattamentali; la riduzione fino al 30% dei fondi destinati alle attività di cura ed alle spese farmaceutiche». Una situazione, questa, che secondo Carboni ha prodotto episodi di auto-lesioni e tentativi di suicidio sempre più frequenti, diversi episodi di aggressione agli agenti del Corpo della Polizia penitenziaria costretti a sopportare turni di lavoro massacranti, nonchè un aumento del tasso di morbilità nel personale addetto ai servizi più faticosi e stressanti. «Tutte le iniziative volte ad attirare l´attenzione sui problemi si sono rivelate vane – commenta Francesco Carboni - talché alcune organizzazioni sindacali della Polizia penitenziaria hanno indetto una manifestazione pubblica per il giorno 24 giugno. Se il Ministro è ha conoscenza della grave situazione in essere nella casa di reclusione di Alghero – domanda Craboni a conclusione del suo intervento - quali azioni intende avviare e quali soluzioni adottare utilmente per superare i problemi che sono stati rappresentati, al fine di recuperare gli eccellenti livelli raggiunti nell´istituto fino all´anno 2002».

Nella foto il carcere di Alghero
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