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Red 7 marzo 2013
Bambine, non Spose: Saluzzi con l'Unicef
L’Unicef promuove la campagna contro i matrimoni precoci "Bambine. Non spose", per sottolineare il dramma dell'infanzia negata a milioni di bambine nel mondo. Testimonial dell'iniziativa è Paola Saluzzi, Goodwill Ambassador dell'Unicef Italia, neo presidente Meta
Bambine, non Spose: Saluzzi con l'Unicef

ALGHERO - In occasione della Giornata della donna, l’Unicef promuove la campagna contro i matrimoni precoci "Bambine. Non spose", per sottolineare il dramma dell'infanzia negata a milioni di bambine nel mondo in via di sviluppo. Testimonial dell'iniziativa è Paola Saluzzi, Goodwill Ambassador dell'Unicef Italia, che, in un video-messaggio, si fa interprete delle voci di piccole spose bambine cui è stata negata l'infanzia.

Il matrimonio precoce, è una violazione dei diritti umani fondamentali, influenzando negativamente la vita di una bambina, compromettendone l’infanzia, l'istruzione, le sue potenzialità, la sua salute e aumentando il rischio di violenze e abusi. Almeno 50mila ragazze tra i 15 e i 19 anni muoiono a causa di complicazioni durante la gravidanza e il parto; se una madre ha meno di 18 anni, il rischio che il suo bambino muoia nel primo anno di vita é superiore del 60%. I matrimoni precoci sono ancora diffusi in molte regioni del mondo soprattutto nelle zone rurali e nelle comunità più povere, perpetuando il circolo vizioso della povertà. Nel mondo, 70 milioni di donne (oltre una su tre) che oggi hanno tra i 20 e i 24 anni si sono sposate prima dei 18 anni. Negli ultimi trent'anni il tasso di matrimoni precoci, a livello globale, é diminuito grazie a legislazioni e politiche nazionali volte a tutelare i diritti dell'infanzia e all'attivismo delle ragazze e dei ragazzi.

Da sempre l'Unicef, con le organizzazioni partner, sostiene che l'istruzione sia la migliore strategia per proteggere le bambine dai matrimoni precoci, così come dal lavoro minorile e da tutte le forme di violenza e abuso. Le ragazze che completano gli studi saranno donne più consapevoli, madri in grado di provvedere alla crescita sana dei loro figli, avranno migliori opportunità di lavoro e contribuiranno al benessere di tutta la società.



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