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P.P. 11 aprile 2013
Alghero, prepagata ai carcerati
L'idea promossa e sostenuta dal Rotary Club consentirà a tutti i detenuti presso la casa circondariale di Alghero, di utilizzare una scheda individuale quotidianamente per comunicare telefonicamente con le famiglie e le persone autorizzate, secondo i tempi e le modalità previsti dall'ordinamento penitenziario
Alghero, prepagata ai carcerati

ALGHERO – Nell’ambito del progetto “Dal carcere alla società”, la casa circondariale di Alghero accoglie una iniziativa che prevede di realizzare un impianto che consenta ai detenuti di comunicare telefonicamente con i familiari e le altre persone autorizzate, attraverso una scheda prepagata. Stabilendo il contatto diretto con l’utenza autorizzata tramite gli apparecchi installati presso i reparti detentivi, non sarà più necessaria l’intermediazione dell’operatore addetto al centralino.

L’idea si è potuta tradurre in pratica grazie alla sensibilità del governatore Pier Giorgio Poddighe e con l’impegno congiunto dei Rotary Club di Sassari, Sassari Nord, Sassari Silky, Porto Torres ed Alghero i quali, vista la validità dell’iniziativa, sono riusciti ad ottenere anche una sovvenzione dalla Rotare Foundation. «L’ordinamento penitenziario riconosce e valorizza l’importanza dei contatti con la famiglia per i detenuti, attraverso corrispondenza epistolare, colloqui visivi e le comunicazioni telefoniche» evidenzia il direttore del carcere di Alghero Milanesi.

L’istituto di Alghero è caratterizzato da una forte presenza di detenuti stranieri e residenti in altre regioni. «La frequenza dei colloqui è limitata dalle difficoltà del collegamento e dal costo del viaggio – sottolinea Milanesi che aggiunge – il telefono invece permette con costi contenuti di coltivare con più facilità, il legame affettivo inevitabilmente compromesso dalla condizione detentiva».

L’idea approvata anche dal provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Gianfranco De Gesù, ha permesso da quest’anno di dotare tutti i detenuti della Casa Circondariale di Alghero, di una scheda individuale da utilizzare quotidianamente per comunicare con le famiglie e le persone autorizzate, rispettando i tempi e le modalità imposti dall’ordinamento penitenziario. Il sistema automatizzato consente inoltre di reimpiegare l’operatore di polizia penitenziaria, altrimenti impegnato nello svolgimento delle telefonate, in altre attività istituzionali.

«L’interruzione del rapporto con la società – osserva Milanesi – che la detenzione necessariamente determina, può essere superato in tante importanti occasioni di solidarietà - e conclude - possono essere piccoli gesti individuali o significativi contributi di enti o istituzioni il cui dare di una parte è ricambiato dalla gratificazione di aver aiutato a migliorare la vita di chi si trova a vivere la condizione di detenuto».

Foto d'archivio



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