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S.A.
16 settembre 2013
«Povertà sarda, occorre nuovo welfare»
E' il vicepresidente del consiglio regionale, Mario Bruno, ad attaccare l'esecutivo di centro-destra in merito alle politiche della famiglia e del disagio, alla luce del nuovo report della Caritas
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CAGLIARI - «Serve un nuovo sistema di welfare ed un confronto serio e competente sulle politiche per il lavoro. È questa la sfida improcrastinabile con la quale occorre immediatamente confrontarsi. È intollerabile che davanti alla drammatica realtà raccontata oggi dalla Caritas regionale, la maggioranza di centrodestra non riesca neanche a portare in Aula leggi come quella a favore delle famiglie, che ho avuto modo di studiare e proporre insieme alle associazioni familiari sarde e che ho riproposto ad inizio legislatura con la firma dell’intero gruppo del Pd». E' il vicepresidente del consiglio regionale, Mario Bruno, ad attaccare l'esecutivo di centro-destra in merito alle politiche della famiglia e del disagio.
L'esponente del Pd ritorna sulla sua proposta con i “Prestiti-famiglia”, i mutui più favorevoli per favorire l’accesso alla prima casa e una riserva del 20 percento degli alloggi dell’edilizia pubblica e sovvenzionata; oltre al rimborso, nei primi due anni di matrimonio, del 50 percento della tassa rifiuti e delle spese di allaccio dei servizi (acqua, luce, gas). «La legge - spiega Bruno - dedica un’attenzione particolare al sociale, attraverso una serie di iniziative, la più significativa delle quali è l’apertura di asili nido e “micro asili” nei posti di lavoro (previsti incentivi per i progetti). Infine, un’integrazione del reddito è prevista per le famiglie con almeno tre figli a carico e altri aiuti concreti sono previsti a chi tiene con sé anziani e disabili, favorendo il rientro e la permanenza in famiglia». Per ora è tutto fermo in commissione sanità, «inspiegabilmente» commenta il primo firmatario. «La politica ha grandi responsabilità per non essere riuscita ad accompagnare la crisi economica. In questi anni abbiamo cercato di farlo capire al presidente Cappellacci: alla Sardegna occorreva ben altro che inutili e inapplicabili leggi per il golf, finte riforme - come quella sanitaria – o tentativi di stravolgimento delle regole» prosegue. E sostiene il lavoro della Caritas e dei tanti volontari: «ci voleva e ci vuole un sistema di welfare efficace ed integrato, risposte differenziate e a 360 gradi, risorse, quelle che vengono sempre più spesso tolte ai comuni e destinate a ciò che un buon padre di famiglia definirebbe il superfluo. Abbiamo responsabilità tutti, come politici e amministratori, qualcuno ha più responsabilità per la sordità e la chiusura dimostrata in questi anni ad ogni sollecitazione». Nella foto: Mario Bruno |
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