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S.A.
9 gennaio 2014
La denuncia: boom di ricoveri a Sassari
La denuncia è della segreteria territoriale del sindacato Federazione Lavoratori Pubblici di Sassari, che interviene sulle unità internistiche della Asl di Sassari, chiedendo coordinatori infermieristici e l'istituzione dell'infermiere di famiglia come prevenzione nel territorio
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SASSARI - «I reparti di degenza delle unità operative di medicina interna donne e uomini e della medicina d'urgenza dell'ala sud del Santissima Annunziata di Sassari, sono ormai al collasso». La denuncia è della segreteria territoriale del sindacato Federazione Lavoratori Pubblici di Sassari, che interviene sulle unità internistiche della Asl di Sassari, all'indomani della presa di posizione del sindacato Nursing Up [LEGGI].
Stavolta, oltre alla cronica mancanza di personale, soprattutto infermieristico, l'analisi riguarda il boom di ricoveri a fronte di una situazione molto delicata. La Federazione riporta alcuni dati: 35 ricoveri in media nell'unità operativa per strutture accreditate solo per 28. «Si parla - spiegano - quindi del 20% in più di pazienti a cui assicurare assistenza infermieristica e le cure necessarie, ormai non bastano nemmeno più le barelle, date in prestito dal pronto soccorso che di conseguenza ne rimane sprovvisto, roba da medioevo». Da qua una serie di limiti «sia dal punto di vista assistenziale, che della sicurezza sul lavoro per gli operatori e i pazienti» che il sindacato individua innanzitutto nella qualità del servizio erogato: «molti reparti siano privi di coordinamento infermieristico ormai da almeno due anni» e «nonostante nel mese di dicembre si siano presi accordi in contrattazione decentrata per l’individuazione dei posti disponibili». «Inoltre - spiegano - non è più tollerabile che alcuni reparti strategici del SS.Annunziata siano privi di coordinatore infermieristico, nonostante circa 5 mesi fa, l’Asl abbia espletato un regolare concorso con una graduatoria deliberata a Settembre e che ancora non è stata utilizzata». Infine, la Federazione chiede l'istituzione dell'infermiere di famiglia, «così come già fatto da altre regioni d'Italia con risultati eccellenti» poiché «il crescente numero di ricoveri è rintracciabile in un non adeguato servizio di assistenza nel territorio, che fa sì che le criticità si riversino tutte sui presidi ospedalieri, con un maggior aumento della spesa già di per sé alta, ed un aumento del numero dei pazienti acuti». |
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