|
Vanni Masia
Rappresentante R.S.U. Presidio Ospedaliero Alghero 1 agosto 2003
Blocco dei corsi di laurea delle Professioni Sanitarie ed istituzione delle Aziende Ospedaliero-universitarie
La regione Sardegna è fortemente in ritardo; ritardo dovuto in parte alla classe politica e sindacale, ma anche alla non volontà da parte della più grande lobby presente nel territorio regionale, cioè quella dei medici ospedalieri
![]()
E’ di questi giorni la notizia, resa pubblica sia da parte dei presidi delle Facoltà di Medicina delle Università di Cagliari e Sassari sia da parte degli studenti, sul blocco dei corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie, danneggiando così i tanti giovani che cercano di accedervi.
Si vuole ricordare che con Decreti del 2 Luglio 2003, e pubblicati nelle Gazzette Ufficiali n. 161 e 162, rispettivamente del 14 e 15 Luglio 2003, il Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca ha determinato il numero dei posti disponibili per l'ammissione ai corsi di laurea per le professioni sanitarie, e per quanto riguarda le due facoltà di Medicina dell’Università di Sassari e Cagliari in: Infermieristica (30 Ca e 60 SS), Ostetricia (10 Ca e 10 SS), Fisioterapia (10 Ca e 25 SS), Logopedia (5 SS), Ortottica (3 Ca), Tecniche Audioprotesiche (5 SS), Igiene Dentale (15 Ca e 5 SS), Tecniche Audiometriche (5 SS), Tecniche di Laboratorio Biomedico (10 Ca e 10 SS), Tecniche di Radiologia (20 Ca), per un totale di 98 a Ca e 125 a SS. Tale decisione presa dai presidi delle facoltà, da me condivisa, è ormai cosa nota a tutti e divulgata da tempo. E’ una diatriba che coinvolge il mondo universitario ed ospedaliero, il cui nodo fondamentale non è tanto la firma del protocollo d’intesa tra Regione ed Università ma l’istituzione delle Aziende ospedaliero-universitarie così come si evince dalla normativa. Diatriba che all’inizio dell’anno ha visto grossi movimenti da parte soprattutto dei medici ospedalieri, che non hanno mai visto di buon occhio l’applicazione delle normative vigenti (legge delega 419/98, D.Lgs.229/99 e soprattutto il D.Lgs. 517/99) con cui vi è l’obbligo di dare una nuova soluzione organizzativa, integrando l’attività assistenziale, propria del SSN, con i compiti di didattica e di ricerca dell’Università; e che rappresentano modelli diversi dalle Aziende USL e dalle Aziende Ospedaliere, sia per finalità, organizzazione e finanziamento, infatti questa normativa, volenti o nolenti, deve obbligatoriamente portare alla costituzione delle Aziende ospedaliero-universitarie. Su questo punto decisivo, mi ero già espresso a suo tempo, con forte disappunto da parte della classe dirigente medica. La regione Sardegna è fortemente in ritardo; ritardo dovuto in parte alla classe politica e sindacale, ma anche alla non volontà da parte della più grande lobby presente nel territorio regionale, cioè quella dei medici ospedalieri (ricordiamoci che: molto spesso e volentieri sembrano essere i padroni degli ospedali, dove vorrebbero dettare legge, senza rendersi conto che molti avrebbero bisogno di un grandissimo senso di umanità ed umiltà -e molta meno arroganza- unita ad un vero e continuo aggiornamento professionale). Unica realtà sanitaria sarda che abbia optato per una scelta che porti all’istituzione dell’azienda ospedaliero-universitaria è quella presente ad Alghero, che dopo varie assemblee con tutto il personale, dopo l’incontro con il Rettore dell’Università di Sassari, il Preside della Facoltà di Medicina ed il Sindaco di Alghero (in qualità di garante) ha stilato, un documento unitario inviato al Rettore, all’Assessore regionale ed al Sindaco (collegarsi al sito algherosanita.net nella pagina Rapporti tra SSN ed Università) in cui si prende atto della normativa vigente, ma soprattutto della disponibilità da parte del Rettore e del Preside e soprattutto la garanzia di attivarsi affinché sia stilato unitariamente l’atto aziendale, con tutti i punti salienti descritti nel documento. Ed ecco quindi la proposta, per quanto riguarda il nord Sardegna che metterebbe pace tra i vari esponenti delle due realtà: istituzione dell’Azienda ospedaliero-universitaria (comprendente i due presidi ospedalieri di Alghero) con l’automatico riconoscimento, per elevata complessità assistenziale di “ospedale di rilievo nazionale”; l’istituzione della tanto sospirata (da parte dei medici ospedalieri di Sassari) Azienda ospedaliera SS. Annunziata; così facendo verrebbero istituite due grandi strutture sanitarie che entrerebbero in sana e leale concorrenza soddisfacendo le naturali e dovute esigenze degli utenti, e si darebbe origine ad un modello gestionale super efficiente capace di coniugare insieme “maggiore e migliore qualità ed efficienza nella didattica e nella ricerca, ma soprattutto nell’assistenza”. |
|
|

