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Stefano Soro
11 novembre 2005
Graffiti sui muri di Alghero
Un fenomeno in crescita
Accanto a semplici scarabocchi lasciati sui muri di tanti edifici cittadini, spesso è possibile ammirare delle realizzazioni che non hanno assolutamente nulla da invidiare ad altre forme di rappresentazione artistica
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ALGHERO - L’ultima vittima è stato il fabbricato che sorge sul colle del Balaguer, imbrattato con messaggi amorosi. Stiamo parlando dei graffiti, la forma d’arte più antica e paradossalmente anche la più moderna. Tuttavia accanto a semplici scarabocchi lasciati sui muri di tanti edifici cittadini, spesso è possibile ammirare delle realizzazioni che non hanno assolutamente nulla da invidiare ad altre forme di rappresentazione artistica. Molti ragazzi riconoscono ai graffiti una funzione di abbellimento di zone urbane che altrimenti risulterebbero grigie e anonime. Forse è per questo che alcuni hanno deciso dare sfogo alla loro creatività in viale Burruni dipingendo la parete che costeggia la strada. Anche se nell’ultimo periodo è stata imbrattata con ingiurie parapolitiche e parasportive scritte da chi ha ben poco da condividere con i veri graffittari. Ma c’è anche chi ama dipingere i muri della città semplicemente per esprimere le proprie sensazioni. Sembra quasi che i writers, attraverso la scrittura sui muri, raccontino i loro problemi, il loro stato d’animo o magari le loro riflessioni sulla vita o sul mondo che li circonda. Perché forse, per i ragazzi, un “Ti amo” o un “Scioperiamo” scritto sul muro è più importante di una frase scritta su un biglietto di carta. Secondo alcuni psicologi e psicografi, si tratta di simboli che intendono solo marcare uno spazio, segnalare una presenza: «Io esisto». Amati dai graffittari in particolare gli istituti scolastici cittadini, ma anche le mura di edifici che si trovano in zone poco frequentate. Leggere il pensiero di una popolazione attraverso le scritte sulle sue mura è possibile. Esemplare è la scritta che campeggia nel retro dell’ex hotel Esit: “Basta sopportare”.
Nella foto la parete in viale Burruni |
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