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Sara Alivesi 27 febbraio 2014
70enne ritorna al Civile con l'embolia: denuncia
L'episodio si è verificato nelle scorse settimane nella struttura algherese: dimesso dopo un intervento chirurgico, un paziente è ritornato in ospedale per il gonfiore di una gamba su cui sarebbe stato sufficiente un esame di ecocolordoppler per rilevare il principio di trombosi venosa degenerata in embolia nei giorni successivi
70enne ritorna al Civile con l'embolia: denuncia

ALGHERO - Il nuovo anno non inizia bene per la sanità algherese, già debilitata da strutture inadeguate, liste di attesa sempre più lunghe, servizi carenti, e talvolta inesistenti. L'ultimo caso è quello della diagnostica vascolare interrotta a metà gennaio con una direttiva interna (datata 14 gennaio), e ripristinata una decina di giorni dopo (il 22 dello stesso mese) dal direttore sanitario, Elio Manca, che ha risposto alla richiesta sempre più urgente da parte dell'utenza. Peraltro solo quella interna - già ricoverata o filtrata dal Pronto Soccorso -, poiché per gli esterni è impossibile prenotare, a causa dello scarso personale (sono solo due) competente ad eseguire l'ecocolordoppler, un macchinario che permette la diagnosi e lo screening delle malattie vascolari, sia arteriose che venose; fondamentale per prevenire trombosi e placche. Fortunatamente l'ospedale algherese è dotato della strumentazione necessaria, spostata un paio di anni fa' dal reparto di Medicina - dove non veniva utilizzato - a quello di Chirurgia, con il beneplacito del direttore generale Marcello Giannico, sensibile alle istanze dei sanitari locali.

Da segnalare che sono circa 400 all'anno gli interventi di questo tipo eseguiti per il presidio di Alghero. Ma inspiegabilmente per quasi due settimane tutto è stato congelato e, di conseguenza, le visite più urgenti sono state trasferite a Sassari, direttamente in autoambulanza, in barba ai risparmi del bilancio sanitario. I soldi, tuttavia, sono il male minore quando si parla della salute e la vita delle persone. Nelle scorse settimane, ad esempio, un accertamento tempestivo con l'ecocolordoppler avrebbe potuto evitare un decorso post-operatorio pericoloso ad un signore operato di ernia inguinale. Si tratta di un 70enne che, dimesso da Chirurgia dopo un'operazione definita «perfettamente riuscita», nei giorni successivi si è ripresentato per ben due volte in reparto lamentando il gonfiore di un gamba; un sintomo che sarebbe stato "liquidato" senza una diagnosi adeguata. Infatti, il peggioramento delle condizioni dell'arto insieme a sopraggiunti problemi respiratori, hanno convinto i suoi familiari a riportarlo in ospedale, stavolta in Pronto Soccorso, a cui è seguito il ricovero d'urgenza in Medicina.

Nello stesso reparto i dottori hanno richiesto un ecocolordoppler a Chirugia da cui è emersa una trombosi venosa profonda in corso, e successivamente l'angiotac ha rivelato un'embolia polmonare massiva. Ossia una delle complicanze più diffuse degli interventi chirurgici e causa frequente di morte negli ospedali. Ora il paziente ha dato mandato ai legali per accertare eventuali responsabilità dei sanitari e della struttura. Una discesa verso gli inferi di cui si sarebbe potuto fare a meno con un semplice esame, ancor più se nella disponibilità del nosocomio. Dunque, se per il personale o i macchinari che mancano ormai ci si deve appellare ai santi, per quelli che ci sono e non vengono utilizzati a chi bisogna rivolgersi? Alguer.it lo ha fatto con il direttore generale dell'Azienda Sanitaria Locale, sempre Giannico, ottenendo delle rassicurazioni sulla prosecuzione della diagnostica vascolare: «previa consulenza dello specialista non sussiste l'ipotesi che non verranno effettuati gli esami». Una regola, questa, poco eludibile dal primario che verrà.
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