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Pierpaola Pisanu 11 gennaio 2006
400 anni per il Cristo che viene dal mare
Quattrocento anni dopo il suo arrivo ad Alghero, in seguito al naufragio del veliero salpato da Alicante che lo trasportava tra le sue mercanzie, la Chiesa rende omaggio, con una nutrita serie di celebrazioni, al Cristo, da subito divenuto oggetto di profonda venerazione tra il popolo
400 anni per il Cristo che viene dal mare

ALGHERO - Passerà per la Porta a Mare il simulacro del Santcristus per raggiungere la Cattedrale di Santa Maria, in processione dalla Chiesa della Misericordia. Quattrocento anni dopo il suo arrivo ad Alghero, in seguito al naufragio del veliero salpato da Alicante che lo trasportava tra le sue mercanzie, la Chiesa rende omaggio, con una nutrita serie di celebrazioni, al Cristo, da subito divenuto oggetto di profonda venerazione tra il popolo. Don Antonio Nughes, direttore dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali e profondo conoscitore della storia del Cristo di Alicante, ne ha ricostruito l’arrivo, 400 anni fa. Era il 18 gennaio del 1606 quando un veliero di grossa stazza, intitolato a Santa Maria di Montenero, diretto a Genova per portare un carico di merci, cercò riparo da una tempesta nella rada di Alghero. L’approdo nel Golfo di Porto Conte non impedì l’affondamento della nave che trasportava tra i suoi numerosi passeggeri, un gruppo di ecclesiastici. Nella stiva c’era una cassa con un crocefisso ligneo di pregevole fattura che il commerciante genovese Nicola Busso doveva consegnare a Varazze. La gente riuscì a mettersi in salvo, ma era certo il sacrificio delle mercanzie, tra queste la preziosa statua lignea. Fu uno dei ecclesiastici, Don Juan Munoz, arciprete originario della diocesi di Toledo, a salvare il simulacro organizzando a sue spese il recupero. Fu poi affidato ai francescani che amministravano la prima chiesa che si incontrava all’epoca giungendo ad Alghero, il convento di Santa Maria della Pietà fuori le mura, in prossimità della spiaggia. Sfatata dunque la leggenda che attribuisce ai Germans Blancs il miracoloso salvataggio del Cristo. La statua arrivò nel 1738 tra i Confratelli del Gonfalone o della Misericordia, che già celebrano i riti della Settimana Santa, e ne divenne protagonista. Il restauro durato due anni e curato dalla Soprintendenza di Sassari e dalla Diocesi Alghero Bosa l’hanno riportato all’antico splendore. Giovedì 18 gennaio sarà rievocata la storia con una solenne celebrazione in cattedrale, preceduta da un corteo che porterà il Cristo nel Mare disteso nel bressol, dalla Chiesa della Misericordia fino a Santa Maria.

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