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Monica Caggiari
19 gennaio 2006
Santcristus: la devozione incondizionata della gente di Alghero
Nonostante il vento e l’umidità delle ore serali sono in tanti ad aver voluto accompagnare con canti e preghiere la traslazione del Crocifisso in processione, in ricordo del quarto centenario dell’arrivo del Santcristus, dalla chiesa della Misericordia alla Cattedrale di Santa Maria
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ALGHERO - Una processione, quella che si è svolta ieri in tardo pomeriggio, intrisa di forti emozioni, come quelle che da ormai 400 anni legano la popolazione algherese a quel Cristo, che con la bocca socchiusa, come per esalare l’ultimo respiro, richiama ogni Venerdì Santo folle immense di fedeli e di spettatori, spesso purtroppo ignari del profondo valore di quella scultura lignea per la gente del posto. Una devozione incondizionata e ben radicata, che si è manifestata anche ieri, durante il breve percorso dalla Misericordia alla Cattedrale. In tanti, e sorprendentemente anche molti bambini, hanno seguito il feretro-culla, che abitualmente custodisce il Cristo, accompagnato anche in quest’occasione dalle luci provenienti dai numerosi ceri liturgici, che hanno illuminato il centro storico. La processione, come avviene anche durante la Settimana Santa, è stata curata dalla Confraternita della Misericordia, i cui fratelli hanno sorretto croce e feretro, scandendo il proprio incedere sulla base delle cantilenanti preghiere che caratterizzano il cammino verso Santa Maria. All’arrivo in Cattedrale, peraltro già traboccante di gente come accade per la solenne funzione del Desclavament, il Cristo è stato accolto al canto di “Apritevi porte eterne!”, poi incensato dal Vescovo Monsignor Vacca e quindi deposto sotto l’altare. Alla rievocazione storica di Don Nughes ha poi fatto seguito la significativa celebrazione. Particolarmente intensa l’omelia del vescovo, che ha ricordato il valore della passione di Cristo, un gesto d’amore che deve culminare nella preghiera universale come espressione della ritrovata unità con Dio. All’adorazione del Cristo, particolarmente emozionante e ripetuta dall’assemblea per tre volte, ha fatto seguito la solenne benedizione finale, gesto che ha racchiuso in un breve attimo i numerosi moti d’animo di una folla di fedeli, che ancora una volta ha dimostrato non solo la propria devozione, ma la giusta attenzione per un momento di particolare interesse storico.
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