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D.C. 27 giugno 2014
Enti e politica appoggiano il Sardegna Pride
Numerose amministrazioni comunali, la presidenza del consiglio regionale, il presidente regionale Francesco Pigliaru, l’associazione culturale Ora sì e il Fronte Indipendentista Unidu hanno da poco manifestato il proprio assenso nei confronti di una manifestazione volta a combattere ogni forma di discriminazione sociale e ad instaurare valori quali l’uguaglianza e la libertà
Enti e politica appoggiano il Sardegna Pride

ALGHERO - L’attiva partecipazione registratasi in Sardegna durante gli eventi, i convegni e gli incontri preparatori alla manifestazione del “Gay Pride”, che si terrà ad Alghero il 28 giugno, induce a pensare che le presenze in occasione dell’avvenimento saranno ancor più numerose. L’evento sembrerebbe infatti essere stato sostenuto per la prima volta da numerose amministrazioni comunali, dalla presidenza del consiglio regionale e dal presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru, ma non solo; ad appoggiare e ad annunciare la propria partecipazione sono state anche diverse compagini politiche ed associazioni, come quella culturale “Ora sì” ed il partito sardo “Fronte Indipendentista Unidu”.

«Ribadire la propria posizione in favore dei diritti di tutte e tutti, riconoscendo dignità di cittadinanza all'amore di due persone in qualunque modo declinato; stare al fianco di gay, lesbiche e transgender nelle manifestazioni tese ad avere riconosciuta la propria identità di genere, nel combattere ogni atteggiamento omofobo e di violenza, nella costruzione di un sistema inclusivo», sono state le ragioni che hanno spinto la prima a dare il proprio assenso alla manifestazione, mentre « l’uguaglianza, la libertà ed il contrasto di qualunque forma di discriminazione e razzismo», sono state le motivazioni che hanno convinto il secondo. Dichiarazioni queste che hanno poi portato l’Irs ad affermare che «la Sardegna sta cambiando atteggiamento, e i sardi in questi anni hanno sviluppato una grande sensibilità riguardo alla questione dei diritti civili ed umani dell'"arcipelago" omosessuale».

L’isola dunque, dopo un lungo periodo di lotte morali e culturali per abbattere «un modello di convivenza maschilista e prevaricatore, che ha relegato non solo gli omosessuali, ma perfino le donne ad un senso di inadeguatezza, di tristezza esistenziale e di non partecipazione», sembra essersi trasformata in «una società che finalmente, in maniera compatta e unita, percepisce e sostiene, con forza, la svolta culturale per costruire un luogo di convivenza libero dai tabù sociali dell'orientamento sessuale; una società che prepara le fondamenta per una convivenza felice tra i suoi cittadini». Tutto ciò sembra di conseguenza far pensare all’Irs che «il Sardegna Pride sarà una manifestazione colorata, provocatoria e liberatoria, come è normale e giusto che sia, perchè è nella provocazione gioiosa e nella festa che si creano i presupposti per l'ascolto, la riflessione e la sintesi politica».

Quella di sabato prossimo sarà sostanzialmente infine una giornata di provocazione «che desidera contaminare di felicità e di liberazione il pensiero comune e che necessariamente deve convincere la politica e le sue istituzioni a formulare le giuste leggi per il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali e per il riconoscimento della loro dignità di individui sociali, politici, liberi e dunque vivi. iRS ribadisce il suo impegno nella difesa dei diritti civili, auspicando per la società sarda quel progresso sociale che è ormai inarrestabile nel resto dell'Europa, che riconosca a gay e lesbiche il diritto di vivere l'amore nel pieno delle sue sfumature, del diritto alla felicità e alla propria insindacabile identità».
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Potranno presentare istanza, dal 16 gennaio al 30 gennaio 2026, organismi pubblici o privati che organizzano le manifestazioni del carnevale in Sardegna



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