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Monica Caggiari 27 gennaio 2006
Tra cellulare e antenne in città si sceglie il "no comment"
Tiene ancora banco il dilemma sul posizionamento delle antenne per telefonia mobile all’interno della città, che in molti non vogliono, per timori e dubbi sulla salute e per il deturpamento estetico. In tutto questo mare d’incertezze rimane però un uso costante e ormai davvero abituale per tutti del cellulare. Anche se in molti negano di avere il telefonino, per dribblare l’intervista
Tra cellulare e antenne in città si sceglie il

ALGHERO - “La tecnologia si sviluppa in base alle esigenze umane”…o forse sono le esigenze che si modificano sulla base delle nuove invenzioni tecnologiche? Difficile rispondere. Al giorno d’oggi siamo tutti circondati da un numero elevato di apparecchi e aggeggi, per taluni di diabolica fattura, che ci permettono una vita più comoda, maggiore velocità nell’interazione con gli altri e un’efficienza comunicativa quasi impressionante. “Innovazione” è ormai diventato il termine–chiave dell’era moderna; un’epoca fatta di favolose scoperte scientifiche e tecnologiche, segnate però in alcuni casi dai dubbi sulla pericolosità per gli esseri umani. Una delle incertezze di maggiore presa sulla popolazione è quella legata alla telefonia mobile. Di recente anche nella nostra città sono state “piazzate” mastodontiche antenne, per la comunicazione via cellulare all’interno del centro abitato e molte sono state le proteste sollevate in merito alla loro ubicazione. A distanza di qualche mese siamo tornati sull’argomento, per chiedere alla gente quale fosse l’opinione in merito alla presenza di queste strutture all’interno della città. Anche in questo caso le risposte hanno rivelato che la maggioranza è disinteressata. Ancora una volta è apparso chiaro l’imbarazzo del “non–sapere”, tanto che anche persone con vistosi auricolari incastrati nell’orecchio hanno sostenuto di non possedere il cellulare. La verità, vuoi triste, vuoi banale, è che esprimersi pubblicamente mette ancora soggezione, anche quando l’argomento è alla portata di tutti. Chi poi ha voluto esprimere il proprio parere ha ammesso di utilizzare il telefonino, ma con il timore latente per le conseguenze, per ora ancora non definite, sulla salute. Molti hanno poi parlato di scempio estetico e suggerito l’installazione delle antenne all’esterno del centro urbano, cosa che presumibilmente si sarebbe fatta se fosse stato possibile, ma anche in questo caso i dubbi sono tanti. La particolarità di queste interviste è forse quella legata ad una maggiore disponibilità a parlare da parte delle persone di una certa età; un contrasto stridente con la reticenza da parte dei giovani, che, considerate le numerose testimonianze raccolte, rimane, almeno in questo caso, lo zoccolo duro dei “non vedo; non sento; non parlo”.

Nella foto la versione mobile di Alguer.it
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