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S.I.
6 febbraio 2015
Allarme Isola: in 4 anni 11.000 sardi in meno
Nonostante le statistiche demografiche ufficiali dicano esattamente il contrario, tra il 2009 e il 2013 sono stati 11 mila i sardi che hanno lasciato la Sardegna, in larga parte giovani emigrati in cerca di lavoro
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CAGLIARI - Nonostante le statistiche demografiche ufficiali dicano esattamente il contrario, tra il 2009 e il 2013 sono stati 11 mila i sardi che hanno lasciato la Sardegna, in larga parte giovani emigrati in cerca di lavoro. Un’emorragia che sta rendendo sempre più vecchia e meno vitale la popolazione isolana. Nonostante dopo il Censimento Istat del 2011 sia stato registrato ufficialmente un aumento di oltre 26mila residenti in Sardegna tra il 2011 e il 2013 (da 1.637.846 a 1.663.859 ovvero l’1,6% in più in appena due anni), tale incremento (peraltro in controtendenza rispetto al periodo 2008-2011 caratterizzato da un calo demografico di quasi 5mila abitanti) è stato solo un incremento virtuale, ovvero un aggiustamento contabile dovuto all’attività post-censuaria delle anagrafi comunali. In realtà, analizzando nel dettaglio i dati, la popolazione sarda in cinque anni ha registrato 11mila residenti in meno.
Lo rivela uno studio del Centro studi della Cna Sardegna che, analizzando il saldo reale tra le entrate e le uscite, ha scoperto l’incongruità del dato evidenziando un invecchiamento sempre più marcato della popolazione della Sardegna, fenomeno esasperato da una sempre più preoccupante “fuga di cervelli”. Analizzando nel dettaglio i dati ufficiali dell’Istat, l’associazione artigiana ha infatti rilevato che la sorprendente e improvvisa crescita della popolazione sarda non è dovuta ad un incremento effettivo di popolazione, ma piuttosto alle operazioni di verifica condotte dalle anagrafi comunali in seguito all’ultimo Censimento della popolazione e delle abitazioni, che dal 9 ottobre 2011 al 31 dicembre 2013, hanno portato al virtuale reinserimento nelle liste anagrafiche di 28.716 residenti, contabilizzandoli come iscritti e cancellati per “altri motivi”, e che un po’ brutalmente si possono considerare individui “sfuggiti alle rilevazioni censuarie”. Viceversa, in base al bilancio tra iscrizioni e cancellazioni per nascita, morte e trasferimento di residenza, alla vigilia dell’ultimo censimento (8 ottobre 2011) le statistiche ufficiali contavano 1.675.263 residenti, mentre con le operazioni censuarie ne sono stati rilevati 1.639.362: in pratica quasi 36mila abitanti in meno, una parte dei quali (quasi 29mila) sono poi stati reinseriti con le successive operazioni di verifica delle liste anagrafiche. Dunque, secondo l’ufficio studi della Cna, al netto di questi artifici contabili che non corrispondono a un reale movimento della popolazione, l’andamento demografico della Sardegna conferma le tendenze in calo emerse già a partire dal 2008. Nel periodo 2011-2013 il saldo migratorio positivo (2553 stranieri residenti in più) non è infatti riuscito a bilanciare gli effetti di un saldo naturale fortemente negativo, che dalla data dell’ultimo censimento (ottobre 2011) al dicembre 2013 ha fatto registrare 6.772 morti in più delle nascite con il conseguente calo di 4.219 abitanti (-0,3%). Questo decremento trova conferma, peraltro, nel dato provvisorio riferito ad agosto 2014 che fissando la popolazione pari a 1.661.723 residenti definisce un ulteriore calo di 2.136 abitanti. Nella foto la città di Cagliari |
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