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Antonio Sini
13 ottobre 2003
Distretto Sanitario di Alghero: è guerra contro la Blue Tongue
Nel nostro territorio si sono verificati casi di contagio, i veterinari impegnati per controllare l’epidemia
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Nonostante il grande silenzio che circonda l’espandersi dell’epidemia, per certo si sa che anche il Distretto Sanitario di Alghero è alle prese con la blue Tongue, o morbo della lingua blu. Si sperava che tutto rimanesse “coperto”, ma con certezza anche il nostro territorio ogni giorno deve fare i conti con i casi sospetti e con i casi accertati di nuove infezioni.
Dalle analisi risulta infatti che si tratta di un sierotipo 4 meno grave rispetto a quello del 2000-2001 che in Sardegna fece una strage di pecore, e non serve a tranquillizzare gli operatori sanitari, impegnatissimi e concordi nell’affermare che bisogna evitare allarmismi. Non è il caso di fare allarmismi, non c’è pericolo per l’uomo, ma l’informazione trova grandi limiti a causa dei “no comment” che interessa i veterinari impegnati in prima linea, per attivare i protocolli previsti in simili situazioni. Quello che c’è di diverso rispetto alle precedenti epidemie del 2000 e 2001 è la bassa mortalità: ci sono casi sospetti, altri sotto controllo. Le prime segnalazioni si ebbero a Gonnosfanadiga, Arbus e Guspini e Carbonia, dove si registrarono casi di ovini morti per blue tongue, a Oristano nonostante la vigilanza, il contagio ha preso piede alla grande. Colpevole di tanto allarme fra gli allevatori è un moscerino-vettore, che punge e succhia il sangue ad animali infetti, nel loro movimento i moscerini “incontrano” anche bestiame “sano”, ma al momento della puntura avviene una vera e propria trasfusione, il contagio diventa così esponenziale e di difficile controllo. Il Sierotipo 4 presente attualmente in Sicilia e in Calabria potrebbe essere arrivato in Sardegna in vari modi, o trasportato dal vento per esempio, o attraverso la movimentazione di animali già venuti a contatto con moscerini-vettori. L'insetto vettore si chiama Culicoides imicola, è simile ad una zanzara, è di piccole dimensioni, (massimo 3 mm) ed è attivo sopratutto nelle ore notturne (dal tramonto all'alba).I Culicoides per riprodursi hanno bisogno di acqua dolce. Gli adulti infatti depongono le uova nelle vicinanze delle raccolte d'acqua .Le zone umide e fangose intorno alle raccolte d'acqua, anche quelle di piccole dimensioni,sono quelle che permettono la riproduzione e la crescita degli insetti vettori.Gli insetti adulti rimangono nell'ambito di poche centinaia di metri dal luogo dove sono nati, ed il loro periodo di vita è in genere di 10 - 20 giorni. L'attività degli insetti decresce quando la temperatura scende sotto i 10°C. Bisogna disinfestare le zone in cui l'insetto si riproduce, (raccolte d'acqua presenti nelle vicinanze degli allevamenti), tramite l'uso di insetticidi piretroidi. Curare le condizioni igieniche dell'azienda soprattutto per quanto riguarda la bonifica dei ristagni d'acqua e delle deiezioni. Operare trattamenti di disinfestazione generali negli allevamenti e nelle aree circostanti gli stessi. Impedire, per quanto possibile, il contatto tra gli animali e gli insetti: dove è fattibile ricoverare gli animali durante le ore notturne in locali chiusi con zanzariere alle finestre. Ora in Sardegna c’è il blocco della movimentazione degli animali, per cercare di circoscrivere il contagio, come dire, fermi tutti ognuno in casa propria. Ma l’Assessore Capelli pare abbia recapitato una circolare specifica sulla “movimentazione” che deve avvenire solo in ore stabilite. La blue Tongue per capirci “taglia” la Sardegna in senso verticale e la divide in due, la parte occidentale è colpita quasi per intero, la parte orientale attualmente è immune dal contagio. Le pecore in questo periodo sono quasi tutte gravide, le colpite dalla blue Tongue abortiranno di certo, con danni per gli allevatori immaginabili. Non ci sono pericoli per l’uomo, è tutta una questione che riguarda ovini, bovini e il danno economico che ne deriva per la comunità che gravita e vive nel settore agro pastorale. |
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