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A.B. 2 marzo 2016
Denunciati dalla Polizia in Sardegna quattro blogger
L’indagine condotta congiuntamente dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Cagliari e dalla dipendente Sezione di Oristano, è partita dopo decine di denunce e querele presentate dalle vittime
Denunciati dalla Polizia in Sardegna quattro blogger

CAGLIARI - Al momento sono quattro i denunciati, tutti intorno ai sessant'anni, indagati per diffamazione ai danni di studiosi, di archeologi, di giornalisti, di amministratori pubblici e di alcuni esponenti del mondo politico regionale, appassionati dell’archeologia nuragica, tutti oggetto di gravi offese della reputazione professionale e personale anche attraverso volgari pubblicazioni, interferenze nella vita privata e in quella lavorativa o politica. L’indagine condotta congiuntamente dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Cagliari e dalla dipendente Sezione di Oristano, è partita dopo decine di denunce e querele presentate dalle vittime. Il lavoro degli investigatori, anche con l’analisi di flussi informatici ed il monitoraggio della rete, ha consentito di riscontrate decine/centinaia di pubblicazioni a contenuto «fortemente lesivo della dignità delle singole persone»: addirittura in un caso «le reiterate violenze psicologiche hanno condotto una delle vittime all’esasperazione, cagionandole oltre al danno psicologico, un grave nocumento di immagine professionale ed economico».

Le indagini si sono estese anche verso alcuni utenti che sotto altri nickname di fantasia (rendendosi anonimi) hanno a loro volta sostenuto e partecipato ad alcune delle pubblicazioni diffamatorie nei confronti dei querelanti. Nei confronti dei presunti blogger sono state eseguite perquisizioni domiciliari e informatiche, con il supporto di collaterali uffici della Specialità, non solo a Cagliari, ma anche a Torino e Roma, con il sequestro di vario materiale informatico sul quale è in corso l’analisi da parte degli esperti informatici della Polizia Postale e delle Comunicazioni. L’indagine ha portato anche al sequestro preventivo mediante oscuramento sul territorio nazionale dell’Untoreblog, disposto dai giudici per le indagini preliminari dei Tribunali di Cagliari e Oristano Giampaolo Casula e Silvia Palmas, su richiesta dei pubblici ministeri Alessandro Pili e Marco De Crescenzo. Successive indagini hanno portato le Procure all’ulteriore sequestro dei due blog (“UntoreBlog” ed “Untore1Blog l’Eco dell’Untore”, quest’ultimo nato sulle ceneri del primo), nonché alcune caselle di posta elettronica a cui facevano riferimento i due blog. Nell’era della tecnologia, tra i vari modi di comunicare e di scambiare opinioni, i blog (spazi web che consentono in tutta libertà di esprimere le proprie riflessioni) sono diffusissimi.

Spesso, tuttavia, questo modo di relazionarsi sconfina in pubblicazioni strumentali che mirano, oltre la normale critica, ad offendere/denigrare le vittime di turno. Quelli che potrebbero essere definiti “cyber offenders”. E così, dalla fine del 2014, la Fondazione Nurnet, che si pregia di portare oltremare l’immagine e la storia nuragica della Sardegna, e gran parte dei suoi iscritti, è stata oggetto di gravi forme di denigrazione e offese di ogni genere che, con puntualità giornaliera, venivano pubblicate in un blog totalmente anonimo, registrato in uno stato estero. “Untore Blog” (poi divenuto Untore1blog–L’Eco dell’untore), che “contava” un importante numero di visualizzazioni ed utenti, firmava gran parte delle sue pubblicazioni con nomi di fantasia, garantendo l’anonimato ai suoi simpatizzanti. Questi, a loro volta, avevano a disposizione una casella di posta elettronica (anche questa totalmente anonima, indicata dall’Untore) che taluni usavano per “suggerire” all’untore i testi da pubblicare. Si è così scatenata sul web una vera e propria guerra virtuale tra presunti archeologi ed estimatori dell’archeologia sarda. Altri procedimenti risultano iscritti presso diverse Procure della Repubblica.
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