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Antonio Burruni 21 febbraio 2007
Personaggio della settimana: Gigi Dettori
Questa settimana andiamo a trovare il nostro personaggio in casa del Fertilia. E parliamo proprio col capitano della capolista del campionato di Promozione
Personaggio della settimana: Gigi Dettori

ALGHERO – Il Fertilia è certamente la squadra che, in questa stagione, sta esaltando più di ogni altra l’entusiasmo dei tifosi locali. Ad una decina di partite dal termine, sta guidando il girone B del campionato di Promozione e punta al salto di categoria. Oggi, per il consueto appuntamento col “Personaggio della Settimana”, siamo andati a trovare il capitano della squadra, Gigi Dettori. Dettori, sassarese, compirà 30 anni nel prossimo mese di maggio. Ha iniziato a giocare ad otto anni nella squadra sassarese del Bayern ’86, per poi passare, a dodici anni, nel settore giovanile della Torres. Ha seguito tutta la trafila in maglia rossoblu, dalla categoria Esordienti alla prima squadra, dov’è rimasto per quattro anni, disputando tre campionati in serie C, con l’unico intermezzo di due mesi, in prestito, con la maglia del Castelsardo in serie D. Poi una brutta frattura alla gamba lo ha tenuto fermo per un anno e mezzo. Gigi, con grande forza di volontà è ripartito dall’Eccellenza, disputando un campionato col Santa Teresa e due col Chiesi. Dalla stagione 2002/03 (con Gavino Scala in panchina, in Seconda Categoria) indossa la maglia del Fertilia. Oltre che un buon giocatore è certamente un portafortuna per la squadra giuliana, visto che con lui, sono state conquistate già due promozioni in tre anni.

D: Perché, da piccolo, hai deciso di giocare a calcio?
R: «Per passione. Una passione che mi è stata trasmessa da mio padre, grande tifoso. Ha sempre seguito il calcio e mi portava spesso a vedere la Torres. Per me, quando vedevo un pallone, era il massimo. Ho iniziato a giocare in una piccola squadra di quartiere, il Bayern ’86, poi sono passato alla Torres e non mi sono più fermato».

D: Essere il capitano di una squadra, è certamente un onore, ma anche un onere.
R: «Certo, la responsabilità la sento. Dallo scorso anno sono il capitano. Sono quello che indossa questa maglia da più tempo. Punto sull’esperienza, e per questo, do suggerimenti ai miei compagni più giovani. Sono tutti ragazzi intelligenti e che ascoltano i più esperti. Non ascoltano solo me, ma anche giocatori esperti come Frau, Enna e Piga».

D: Arrivati a questo punto della stagione, si può pronunciare la parola “promozione” o la evitate per scaramanzia?
R: «Anche se non la pronunciamo, sappiamo che l’obbiettivo è questo. E’ inutile nascondersi. Dall’inizio del campionato, conoscevamo le nostre potenzialità, ma, con un campionato così lungo, bisognava vedere come si reagiva davanti alle difficoltà. Bisogna dividere i meriti tra tutti. Società, giocatori, mister, preparatore atletico, tutti. Siamo una rosa serissima. Non ho mai visto una squadra come questa, dove non manca mai nessuno ad un allenamento».

D: Cosa fa Gigi Dettori nel tempo libero?
R: Il mio tempo libero non è molto. Oltre a giocare e ad allenarmi, lavoro. Faccio l’impiegato negli uffici di un concessionario di veicoli industriali. Quando posso, vado al cinema con la mia fidanzata. Per il resto, esco poco. Guardo tanto calcio in tv».

D: Arrivati a 30 anni, si inizia a pensare a quanti anni buoni si potrà giocare ancora.
R: «Spero di avere ancora qualche anno buono. Sono certamente integro. Spero di giocare almeno altri quattro - cinque anni. Poi, se avrò ancora voglia, potrei anche continuare».

D: Sempre con la maglia del Fertilia?
R: «Sono affezionatissimo alla società. Mi piacerebbe stare ancora qui. Mi sento questa maglia incollata addosso. Se ci sono i presupposti mi piacerebbe anche finire la carriera qui».

D: Una volta appese le scarpette al chiodo, ti vedi ancora nel mondo del calcio con un altro ruolo?
R: «Beh, si. Mi piacerebbe fare il corso allenatori. Ma non è facile. Oltretutto, bisogna conciliare questi impegni, con il lavoro. Però, certo, mi piacerebbe».
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