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Andrea Delogu
12 agosto 2016
L'opinione di Andrea Delogu
Le risorse non ci sono più, anzi, non ci sono mai state
Prima le ripetute assicurazioni: stiamo lavorando per la Sardegna. Un lavoro defatigante durato per mesi e mesi. Poi la spasimante attesa del verdetto della Commissione Europea sui contributi co-marketing pagati alla Ryanair dalla società di gestione dell’aeroporto di Alghero, che ha fatto trascorrere all’assessore Deiana (ed al presidente Pigliaru) un numero infinito di notti insonni. Poi l’incontro di Roma, al quale la Sardegna è arrivata impreparata, perché l’assessore Deiana ed il presidente Pigliaru non avevano fatto in tempo a definire gli ultimi dettagli della proposta che avrebbero dovuto presentare a Ryanair, a causa del numero eccessivo di notti insonni trascorse in precedenza. Poi il dubbio che le risorse da destinare alla operazione co-marketing per voli low cost non esistessero più, o non fossero mai state messe a disposizione, come invece più volte assicurato dall’assessore Deiana e dal presidente Pigliaru nei numerosi incontri istituzionali che questi personaggi hanno avuto (nel tempo) con i rappresentanti politici dei territori interessati e con i rappresentanti delle categorie imprenditoriali e sindacali, che hanno sempre immotivatamente creduto alle loro affermazioni. Poi, improvvisamente, l’assessore Deiana ed il presidente Pigliaru perdono i vestiti, e si scopre il bluff istituzionale che da mesi covava sotto le menzogne diffuse a piene mani. Non si farà alcunché a sostegno dei voli low cost e del rilancio dell’aeroporto di Alghero. E’ più urgente (e produttivo per la salute) andare in ferie!
Gli ultimi sviluppi di questa sconcertante vicenda sono che un quarto della Sardegna è stato condannato al tracollo economico: imprese che dovranno chiudere, lavoratori che perderanno il posto di lavoro a tempo indeterminato o che non vedranno più riconfermato il lavoro a tempo determinato, che pur consentiva loro di assicurare la sopravvivenza alle proprie famiglie. Non si tratterà di una morte dell’aeroporto di Alghero. Per questo si tratterà solo di una forma di letargo, durante il quale sarà sufficiente che la società di gestione sia dichiarata fallita e si proceda alla revoca della concessione per la gestione aeroportuale. Ciò che si perderà saranno solo risorse dei sardi, non di chi li amministra. Non ci sarà nemmeno necessità di trovare un acquirente per la morente società di gestione, perché, anziché pagare prezzi da “svendita”, tutto sarà offerto in regalo a qualcuno che, dopo aver saputo attendere (grazie al profondo sonno dell’assessore Deiana e del presidente Pigliaru), potrà ottenere la nuova gestione dell’aeroporto di Alghero senza alcun esborso. Chiaro che occorrerà attendere qualche anno prima di vedere dei risultati operativi, ma poco importa se, alla base, il costo dell’operazione è stato pressoché pari a zero. Chi, infatti, morirà davvero, non sarà l’aeroporto, ma il territorio che gravita su quell’aeroporto, perché gli imprenditori ed i lavoratori, a qualsiasi livello ed in qualsiasi settore operino, dovranno misurarsi con un’economia devastata, e non saranno in condizioni di sopravvivere ai cinque-dieci anni che saranno necessari per rimettere in piedi la capacità operativa che l’aeroporto di Alghero aveva (in precedenza) raggiunto.
Vada al diavolo l’impegno profuso da parte di tutti nel contribuire a risollevare le sorti di questa “disgraziata” Regione, nel tentativo di creare sviluppo economico e sviluppo sociale, consentendo ai nostri giovani di confrontarsi con i loro coetanei europei e di uscire dall’isolamento. Ora è anche perfettamente spiegato perché l’assessore Deiana, quando raffrontava una Sardegna con grosse difficoltà a risolvere i problemi esistenti nel sistema dei trasporti low cost con una Puglia che risultata (invece) capace di chiudere un nuovo corposo contratto con Ryamair, sosteneva che la Sardegna non è la Puglia. La stessa cosa l’assessore Deiana avrà sostenuto o pensato, quando l’Abruzzo si è presentata all’incontro di Roma con una proposta pronta per favorire il ritorno di Ryanair; ritenendo che la Sardegna non è l’Abruzzo. Io penso che in nessun’altra occasione egli abbia avuto così tanta ragione. Infatti la Puglia e l’Abruzzo non hanno mai avuto né pensano di avere mai amministratori regionali così sprovveduti, così incompetenti, così incapaci, così irresponsabili, così colpevoli, da volere in maniera così perspicace lo sfacelo economico dei territori che essi amministrano. La Sardegna, si, purtroppo per noi. Sono sicuro che gli abitanti di quel quarto della Sardegna che Deiana e Pigliaru hanno deciso di immolare di fronte all’esigenza di favorire altri territori regionali o gli affari personali della propria cerchia di appartenenza, sapranno ricordare in maniera indelebile chi sono i firmatari di questo disastro: un certo assessore Deiana ed un certo presidente Pigliaru. A loro va bene così; quindi tutto il resto non ha alcuna importanza.
* portavoce Forza Italia Alghero
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