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Luigi Coppola
23 marzo 2007
Una nuova legge per le famiglie
A Sassari Mario Bruno incontra i G.I.P.S. nel primo di una serie d’incontri volti a formalizzare un nuovo disegno di legge regionale. Strumenti efficaci per la famiglia sarda: priorità da affrontare con un impegno ampio e trasversale. Da subito la richiesta di un assessorato regionale dedicato
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SASSARI - Il dibattito sull’argomento è ampio e di stringente attualità. I media nazionali dedicano larghi spazi allargando spesso i toni della polemica che vede sul campo interessi non solo politici o etici. Una notevole risonanza che tocca tutti i territori e soprattutto a livello locale desta forti preoccupazioni o diverse sensibilità: il sondaggio promosso da Alguer.it è un significativo dato. Sulla necessità di intervenire concretamente a sostegno delle famiglie sarde se ne è discusso ieri sera a Sassari nella sede dei G.I.P.S (gruppo d’impegno politico sociale che aderisce alla rete dei movimenti sassaresi oltre che al forum delle famiglie), con Mario Bruno. Il consigliere regionale in quota P.S. sta lavorando in questi giorni ad un progetto di legge regionale che affronti in modo efficace l’argomento che vede sul territorio troppi soggetti non sufficientemente tutelati o ascoltati. Con il consigliere regionale algherese che ha anticipato gli impegni istituzionali a Cagliari pur di non ritardare l’appuntamento, sarebbe intervenuto Mauro Ledda (coordinatore del movimento famiglie numerose) se non fosse stato bloccato dall’influenza di stagione. Le istanze dei G.I.P.S. guidati dal coordinatore Mario Oppes si sono concentrate in richieste e contributi che integrano la bozza del progetto normativo redatto da Bruno. Di particolare rilievo l’accorato appello del dottor Tito Sechi, esperto nella normativa fiscale che ha elencato una serie di strumenti non più derogabili per il territorio sassarese. Fra questi l’ampliamento delle competenze già assegnate ai consultori familiari che prevedano soprattutto una forte formazione ai giovani che si accingono a formare famiglia. Per l’incremento delle quali e l’innalzamento del tasso di natalità non si può rinunciare a provvidenze straordinarie sul modello di quelle già erogate in Francia o Germania. Forte la domanda per istituire un apposito assessorato regionale alla famiglia e speciali osservatori a livello comunale che monitorino costantemente e ne redigano rapporti trimestrali sull’andamento dei nuclei osservati. Tali attività siano affidati in regime di volontariato a soggetti che lavorando con la regione possano promuovere anche iniziative di forte richiamo mediale. Di qui l’idea ad eventuali festival internazionali della famiglia al fine di richiamare sull’isola con appuntamenti periodici, turisti formati da genitori e figli al seguito. Adriana Cosseddu, docente associato presso la facoltà Giurisprudenza di Sassari, evoca una sintesi normativa che nell’ambito del legislativo attuale, possa concretizzare da subito azioni visibili. Nel particolare si riferisce al discusso art. 7 del progetto che contempla la mediazione tra i genitori separati. Cosseddu chiede di conoscere ed eventualmente moltiplicare i referenti sul territorio. Altra grave questione quella dell’adozione. L’assurdo paradosso, ricorda l’associata impegnata da anni nel volontariato, risiede nei costi improponibili (in più casi documentabili, hanno superato varie decine di migliaia di euro), addebitate alle potenziali coppie desiderose di adottare figli. L’impegno di Mario Bruno che ha raccolto i vari spunti di riflessione è quello di accelerare l’istruttoria per arrivare celermente alla formalizzazione in consiglio regionale. Lo scoglio più arduo sarà quello di ottenere l’istituzione di un assessorato ad hoc per la famiglia, richiesta peraltro già avanzata in via ufficiale dalla CISL regionale, inserita possibilmente nella modifica alla legge regionale 31 (che porta da 8 a 12 gli assessorati vigenti). L’alternativa potrebbe essere la creazione di una direzione generale con deleghe specifiche al pari di quella già esistente per le politiche sociali riferenti all’assessorato alla sanità. L’importante è che gli strumenti adottati siano efficaci e funzionino rispondendo alle aspettative dei cittadini. Per questo l’impegno è l’aggiornamento di un nuovo incontro, probabilmente già nella prossima settimana che sviluppi questo lavoro di ricerca. Per poi favorire un possibile tavolo pubblico, (sostenuto dal presidente onorario G.I.P.S. Nino Bagella) da tenersi entro la fine di aprile, aperto politicamente anche a settori dell’opposizione in consiglio regionale che raggiunga un soddisfacente consenso trasversale sull’elaborato in cantiere.
Nella foto Mario Oppes e Mario Bruno |
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