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Sergio Ortu
27 giugno 2007
Il Diario di Florence Piercy rivive da Alghero
Uno spaccato di Sardegna di fine ottocento nell’inedita opera letteraria

ALGHERO - Uno spaccato di Sardegna di fine ottocento nell’inedita opera letteraria frutto della traduzione dall’inglese del Diario di Florence Piercy, figlia dell’ingegnere inglese Benjamin Piercy progettista del sistema ferroviario sardo e famoso anche per la sua villa immersa nella foresta di Badde e Salighes in comune di Bolotana. Il contenuto del diario finora inedito diventa accessibile grazie al lungo e complesso lavoro di traduzione svolto da due insegnanti del Liceo Scientifico di Alghero Christine Tilley e Maria Manca Pulino. Il diario/testimonianza sarà presentato sabato sera al Caffè letterario di via Pascoli alle 20,30. Benjamin Piercy, ingegnere di grandi capacità che approda in Sardegna nel 1861, fu incaricato da parte della Royal Sardinian Railways del progetto ferroviario sardo, ma la sua intraprendenza imprenditoriale lo porta a impegnarsi anche in progetti di trasformazione agraria, estesi alla zootecnia e alla silvicoltura, con una serie di attività produttive, in controtendenza rispetto agli interventi di sfruttamento delle aree boschive sarde. Nel 1872, porta con sé in Sardegna la sua numerosa famiglia, composta di otto figli – un’altra bambina sarebbe nata nel 1873 a Cagliari - parenti vari e un buon numero di persone di servizio e istitutrici. Di questo viaggio e del soggiorno della famiglia Piercy a Cagliari c’è la singolare testimonianza affidata alle pagine di un diario tradotto dall’inglese e curato da Christine Tilley Sotgiu e Maria Manca Pulino.
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