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A.B.
4 luglio 2007
Domani la presentazione di “La Sardità come utopia”

SASSARI – Domani, giovedì 5 Luglio Federico Francioni e Placido Cerchi presenteranno, insieme all’autore, “La Sardità come utopia”, il nuovo libro di Eliseo Spiga. La presentazione, che si terrà alle 18.30 presso i giardini della Facoltà di Lettere, è promossa dalla “Libreria Koinè” e dalla casa editrice “Cuec”. Il libro, che ha come sottotitolo “Note di un cospiratore” è composto da trecentotrentaquattro pagine e viene venduto ad un prezzo di sedici euro. E’ uno scritto dove traspare apertamente la difficoltà di vivere nel posto in cui ci sono più ragioni per morire. Privo quasi completamente di spazi per il lavoro, per la personalità progettuale, per l’intelligenza, per l’amore. Nell’isola, dove G. M. Angioy è morto due volte, dopo duecento anni di sardismo, che è tornata alla corte sabauda e al governatore-vicerè. Difficile vivere nella società complessa in cui ritornano lo schiavismo, la miseria, i crimini contro l’umanità, le vendette della natura. Dove le città soffocano e i paesi deperiscono. Nel mondo rovesciato, el mundo a revés, su mundu a su revessu, dove il nobile cavaliere porta in groppa la sella carica di ronzini, monarchi, tenutari, consigli e parlamenti. Ma pronto alla sgroppata per sbalzare in aria i brocchi e l’allegra compagnia. Il libro sembra un racconto del viaggio sulle tracce dell’utopia umanizzante. Nel mondo calante, come un sole stanco, tra speranze del passato, misteri del presente, incubi del futuro.
Lo scrittore Eliseo Spiga, nato ad Aosta nel 1930, ha svolto attività politica come militante del Partito comunista italiano e del Partito sardo d’azione. È stato uno dei fondatori del “Circolo Città-campagna”, del periodico bilingue “Nazione Sarda” e della “Confederazione Sindacale Sarda”. Ha promosso, con altri intellettuali, la campagna per il bilinguismo sardo-italiano. Ha pubblicato, con lo pseudonimo di Giuliano Cabitza, “Sardegna, rivolta contro la colonizzazione” (Feltrinelli, 1968), “Capezzoli di Pietra” (Zonza, 1998) e, con Masala e Cherchi, il “Manifesto del com’unitarismo” (Zonza, 2000).
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