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Red
3 ottobre 2007
Ok al Piano Regionale Attività Estrattive
Per la prima volta varato in Sardegna un piano delle attività estrattive che fa un monitoraggio della situazione esistente e disciplina una materia che sfuggiva a qualsiasi controllo

CAGLIARI – Nel campo dell'attività estrattiva la Sardegna fino a oggi mancava di uno strumento che concretizzasse i principi di tutela dell'ambiente. Il settore era regolamentato in via transitoria, per quanto riguarda la pianificazione, dallo "Stralcio del Piano regionale delle attività estrattive di cava" risalente al 1993, che aveva però perduto la sua efficacia al momento dell'approvazione del Piano paesaggistico regionale, nel settembre del 2006. Ieri, con una delibera della Giunta regionale, sono stati approvati gli indirizzi programmatici del settore, che hanno come quadro di riferimento principale il Piano paesaggistico regionale il quale, a sua volta, attribuisce al Piano della attività estrattive una funzione di coordinamento per lo sviluppo sostenibile dell'intero territorio della Sardegna. Il Piano regionale delle attività estrattive (Prae) giunge al termine di uno studio di settore, portato a termine dalla società Progemisa, che analizza gli aspetti tecnici, produttivi, territoriali, economici, occupazionali e di mercato, e giunge alla conclusione che, per quanto concerne i materiali di cava (eccezione fatta per i lapidei di pregio che hanno per riferimento il mercato mondiale), in una proiezione a cinque anni le produzioni attuali consentono il soddisfacimento dei stimati fabbisogni regionali.
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