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Red 25 gennaio 2019
Procreazione assistita: 350mila euro per le coppie sarde
Fondi a disposizione degli utenti che desiderano accedere alle tecniche di Procreazione medicalmente assistita di tipo eterologa, da effettuarsi nelle strutture pubbliche o private accreditate in ambito nazionale ed internazionale
Procreazione assistita: 350mila euro per le coppie sarde

CAGLIARI - 350mila euro a disposizione degli utenti che desiderano accedere alle tecniche di Procreazione medicalmente assistita di tipo eterologa, da effettuarsi nelle strutture pubbliche o private accreditate in ambito nazionale ed internazionale. Lo ha deciso la Giunta regionale, su proposta dell’assessore della Sanità Luigi Arru. Tra i criteri individuati figurano l’età della donna, fino al compimento del 46esimo anno; il numero di cicli di trattamento, fino ad un massimo di tre e la residenza in Sardegna da almeno due anni.

«Alla struttura che eroga la prestazione sanitaria – spiega Arru – sarà riconosciuto il rimborso degli oneri nella misura massima della tariffa unica convenzionale definita nel 2014 dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, al netto dell’eventuale quota di compartecipazione della spesa, ovvero 1.500euro per la fecondazione eterologa con seme da donatore con inseminazione intrauterina; 3.500euro per la fecondazione eterologa con seme da donatore in vitro; 4mila euro per la fecondazione eterologa con ovociti da donatrice. In tutti e tre i casi, sono compresi 500euro per i farmaci». Le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, di diagnostica per immagini e di laboratorio eseguite prima di accedere alle tecniche di Pma saranno erogate con oneri a carico del Sistema sanitario regionale, fatto salvo l’eventuale pagamento della quota di compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini, come disposto dalla normativa vigente, per le coppie fino al compimento del 46esimo anno di età della donna.

«In Italia – rammenta l’assessore Arru – l’accesso alle tecniche di Pma è regolato dalla legge n.40 del 2004, che nella sua formulazione originaria vietava alle coppie infertili il ricorso alle tecniche di fecondazione eterologa. Il 9 aprile del 2014, la Corte Costituzionale, con la sentenza n.162, ha dichiarato illegittimo il divieto di fecondazione eterologa per violazione degli articoli2, 3, 13 e 32 della Costituzione. Possono dunque accedere alle tecniche di fecondazione eterologa coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, per le quali è stata accertata e certificata una patologia che sia causa irreversibile di sterilità o infertilità per uno o per entrambi i partner».

Nella foto: l'assessore regionale Luigi Arru
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