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Alguer.itnotiziealgheroOpinioniParchiParco in Sardex, strada discutibile e sbagliata
Giovanni Baldassarre Spano 13 giugno 2020
L'opinione di Giovanni Baldassarre Spano
Parco in Sardex, strada discutibile e sbagliata


Dopo essermi espresso già a maggio scorso sul tema della moneta complementare, a seguito della prima parte del lavoro presentato dall’Unità operativa tecnica diretta dal Dott. Mariano Mariani, si apprende che con specifica deliberazione dell’azienda speciale Parco di Porto Conte n. 38 del 21.05.2020, pubblicata il 9 giugno c.m., la stessa abbia determinato di aderire al circuito della società Sardex. Questa c.d. moneta complementare, in sintesi, rappresenta l’astrazione del baratto per mezzo di un prodotto finanziario. Tuttavia come tutti i prodotti dello stesso genere non risulta garantito in alcun modo. L’unica tutela è data dall’apprezzamento del prodotto stesso. Ora non entrando nel merito dello specifico prodotto finanziario che ai fini dell’analisi potrebbe chiamarsi anche pinco pallino, resta da riflettere sul metodo applicato. Nella deliberazione, tra le premesse, emerge come uno dei fondamenti alla base della scelta operata, sia rappresentato dal lavoro dell’Unità operativa tecnica diretta da chi nei fatti dirige e gestisce lo stesso organismo del Parco di Porto Conte.

In secondo luogo a destare meraviglia è anche il fatto che apparentemente non esista un’indagine di mercato circa l’eventuale prodotto finanziario, utilizzabile come moneta complementare, più affidabile in base a criteri oggettivi e consultabili. Viene legittimo farsi alcune domande: perché indicare direttamente un preciso prodotto finanziario? Come è avvenuta questa scelta? Quali sono stati gli studi effettuati nel panorama globale di questi strumenti finanziari? Perché un’Unità tecnica incaricata da un Comune ha scelto in via esclusiva un preciso prodotto? Perché l’Azienda speciale ha intrapreso una scelta univoca e concorde con quella dell’Unità operativa? A tutte queste domande non mi sento di dare risposta, ma queste da altri devono essere fornite e lo si dice senza polemica. Se questa operazione deve essere fatta e se si vuol spingere imprese ovvero cittadini qualsiasi a credere in questa, è dirimente la massima trasparenza specie in chi dal “pubblico” la incoraggia.

Stante la mia ritrosia circa le monete complementari, proprio perché costituenti un prodotto finanziario non garantito da alcuna istituzione, non ritengo che possa essere la strada giusta per il territorio. Questo lo affermo anche a costo di attirare critiche. Alghero ha già vissuto sulla sua pelle i mali della finanza creativa con i prodotti derivati, trovando parziale giustizia solo a seguito di molti anni. Non volendo comparare questo alla vicenda dell’uso della moneta complementare, tuttavia invito a riflettere se realmente si voglia incanalare l’economia algherese in uno scenario privo di paracadute. Cosa succederebbe se per un qualsiasi motivo si verificasse un tracollo del prodotto finanziario? Possiamo permetterci questo rischio? Alghero ha bisogno di economia reale e soldi veri. Entrambe le fattispecie passano da scelte strategiche chiare che vedano come rimodulare l’economia del territorio. In una città dove da anni lo scontro politico si basa su alghe, erbacce e palazzo dei congressi, ci si dimentica che la vera emergenza è rappresenta dal lavoro; che manca o resta schiacciato dalla precarietà stagionale. Ora pensare che la panacea per tutto questo possa essere rappresentata dall’uso massivo della moneta complementare è francamente risibile. Ricordo a chi patrocina l’operazione che un buon medico, nella somministrazione di un farmaco, tiene conto in primo luogo delle sue controindicazioni e valuta questa in base al reale stato di salute del paziente. In tal proposito si ricordi che l’economia algherese, con i suoi dismorfismi, non vive da tempo uno stato di particolare vigore.

*candidato nelle liste del PSd’AZ nelle amministrative 2019 e incaricato per la formazione del programma di coalizione.
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