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Antonio Sini
18 dicembre 2007
Alghero, un’altra stagione di acquisti sbagliati

ALGHERO - Nell’era della globalizzazione, della precarietà nel lavoro, della cosiddetta flessibilità, il mondo del pallone non poteva rimanere fuori “dalle regole”. Il gioco del calcio, che prima appassionava, e “legava” alla maglietta, ora è diventato un mare magmatico dove tutto cambia a ritmi talvolta vertiginosi. La firma di un cartellino, prima promessa d’impegno almeno per una stagione di gioco, oggi diventa poco più che carta straccia. In questo mutare continuo, dove le squadre partono, a inizio stagione, ma poi si aggiustano “tagliando e incollando” dalla difesa all’attacco, non si capisce chi è l’anello più debole. Nel piccolo, l’amata Alghero calcio, militante nel campionato nazionale di serie D girone G, si è assestata grazie alle nuove norme che consentono di tesserare in corsa svincolati, chi scende o sale di categoria. E in questo va e vieni un ruolo importante lo riveste l’aeroporto, che fa atterrare a gran velocità giocatori che con altrettanta facilità ripartono senza lasciare ricordo del loro trascorso ad Alghero. Da quattro stagioni Alghero accoglie uomini che dovrebbero vestire la maglia giallo rossa, ma se si escludono una decina di nomi, degli altri, un centinaio e più, non si ricorda neanche il nome. E ancora quest’anno l’Alghero non ha azzeccato la campagna acquisti estiva, e si è mossa in corsa ad aggiustare la squadra che in classifica aveva toccatoli fondo. Così della “rosa” d’inizio stagione sono rimasti i pilastri, il resto si è dissolto. Chi si ricorda di Calvao Vinicius, Errico, Marin, di Paglialunga, di Cabrerizo, Kouassi Marius, Carella. Arrivarono ai primi di Ottobre Sene Pape Ousmane e il centrocampista Riccardo Gavioli. Il primo ora ha fatto le valigie, torna da dove è arrivato il Modica, il secondo ha trovato spazio nella nuova Alghero targata Mauro Giorico. Ma nel gioco “cuci-scuci”, l’Alghero ha ingaggiato Gianni Piredda 27enne, e ora anche Renato Marini 34enne sino all’altro ieri impegnato nel campionato di Eccellenza Lombarda. Ma gli arrivi non fanno notizia, come non ne fa chi se ne va, magari dopo aver preso accordi sottobanco, per tempo, in modo da garantirsi, in un ambiente precario, poco meno di mille euro al mese, giusto il tanto da sopravvivere. In un mondo dove la maglietta, i colori l’attaccamento sono un optional, tutto è relativo, e il mondo pallonaro non è dorato come si materialiazza per pochi fortunati, è un mondo di precari e senza tutele. Il lavoro è flessibile? Altrettanto lo è il calcio usa e getta! I prestatori d’opera, sebbene calciatori dilettanti, chiedono compensi davvero spropositati, il rovescio della medaglia è il futuro incerto, dove vivere alla giornata è la norma.
Nella foto Sene Pape Ousmane lascia l’Alghero per tornare al Modica
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