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Giovanni Baldassarre Spano
30 agosto 2020
L'opinione di Giovanni Baldassarre Spano
Ospedali, basta propaganda serve un cambio di passo
Quest’anno è davvero un anno particolare, funestato da un lato dalla pandemia del covid 19 e dall’altro dal confezionamento di un’ennesima riforma della sanità sarda, trattata in mesi ove le persone notoriamente sono poco attente a quanto succede sopra leloro teste. Noi del gruppo Uniti contro la chiusura dell’Ospedale Marino tuttavia non siamo propensi a distrazioni o momenti di pausa sul fronte della difesa della sanità algherese e ben abbiamo prestato attenzione a quanto accadeva. In particolare ad attirare la nostra concentrazione, come esposto in altri interventi precedenti, è stato l’emendamento all’articolo 17 della riforma, con contestuale formulazione del 17-bis presentato in consiglio regionale. Questo disposto vede infatti protagonista l’ospedale Marino di Alghero che nello specifico dovrebbe passare dall’attuale gestione Ats a quella della AOU. Sempre nello stesso emendamento viene inoltre considerato il progetto della c.d. ortopedia robotica sul quale non entro in merito. Aldilà delle perplessità espresse in precedenza, soprattutto anche in proposito all’ordinaria capacità di interazione di questa struttura con quella del Civile, trovandosi sotto gestioni completamente differenti, a costituire ulteriore fonte di preoccupazione sussiste che nell’emendamento manchi un preciso riferimento al programmato (da molto tempo) progetto di edificazione di un nuovo ospedale in grado di ospitare un effettivo Dea di primo livello, con tutte le discipline previste in conformità al piano di razionalizzazione della rete ospedaliera.
Stante le carenze infrastrutturali dell’ospedale Civile, per la città di Alghero è dirimente l’assicurazione circa il sorgere di questa non più procrastinabile opera. Insomma sulla questione cessione del Marino alla AOU noi ci sentiamo di dire “pagare moneta...vedere cammello!” nella misura in cui se tale padiglione deve essere ceduto, lo deve essere solo a fronte dell’impegno formale per il sorgere della predetta struttura. Non bastano più a tal proposito le rassicurazioni promozionali o propagandistiche già sentite durante il c.d. Consiglio comunale aperto, noi vogliamo vedere nero su bianco un effettivo cambio di passo per la sanità locale.
Alghero deve essere, come lo era in precedenza, il punto di riferimento della sanità del nord ovest della Sardegna, oltre il polo di secondo livello di Sassari. Detto questo, a mio parere, risulta essenziale commentare anche l’esposta teoria circa l’attivazione di un circuito di turismo sanitario per la città. Su questo nutro una certa ritrosia a considerare tale argomento eticamente corretto, fino a quando i veri turisti sanitari continueranno ad essere sia i cittadini algheresi che i sardi in genere, troppo spesso costretti a spostarsi per ragioni terapeutiche sul “continente" o in altre parti dell’Isola. Ritengo che prima ancora di paventare ritorni economici connessi alla sanità, venga messo al centro della questione l’essere umano e il suo diritto alla salute. Noi auspichiamo che Alghero possa diventare una città accogliente anche sotto il profilo sanitario senza che questa accoglienza avvenga subordinata al solo ritorno economico. L’economia è fondamentale ma la tutela del diritto inviolabile alla salute lo è ancor di più. Concludendo, stante l’ennesima occasione in cui la nostra sanità diventa oggetto di propaganda elettorale auspichiamo che almeno il tema lo si affronti seriamente, riconoscendo i limiti esistenti e non facendo finta di ignorare i sacrifici che vedono protagonisti sia gli utenti che i professionisti sanitari. Noi del gruppo Uniti contro la chiusura dell’ospedale Marino non abbiamo preclusioni ideologiche per interventi che vedano, sempre in chiave di gestione pubblica, l’utilizzo differente da quello attuale del Regina Margherita, tuttavia non possiamo accettare che Alghero debba attendere oltre l’ospedale che merita da tempo. Il civile, con i sui numerosi restyling, non può essere quello di cui la nostra città ha bisogno.
*gruppo Uniti contro la chiusura dell’Ospedale Marino
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