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Red 21 settembre 2020
Musica sulle Bocche saluta il 2020
Jazz in otto Comuni tra costa ed entroterra: la 20esima edizione itinerante del festival è stata un successo. «Grazie alla musica siamo riusciti a valorizzare centri e territori esclusi dai grandi flussi turistici - spiega il direttore artistico Enzo Favata - e siamo stati premiati da un numeroso pubblico che ci ha seguito giorno dopo giorno nelle diverse località che abbiamo toccato, rispettando rigorosamente tutte le misure anti-Covid»


ALGHERO - Un’edizione coronata dal successo, con quattordici concerti in otto Comuni, per un itinerario che da metà agosto a metà settembre ha unito i centri della costa a quelli dell’entroterra del nord Sardegna, portando gli spettatori alla scoperta di bellezze paesaggistiche e architettoniche di grande pregio e talvolta dimenticate. E' positivo il bilancio del festival jazz internazionale “Musica sulle Bocche” che, organizzato dall'associazione Jana project, dal 16 agosto al 13 settembre ha celebrato la 20esima edizione. «Grazie alla musica siamo riusciti a valorizzare centri e territori esclusi dai grandi flussi turistici - spiega il direttore artistico Enzo Favata - e siamo stati premiati da un numeroso pubblico che ci ha seguito giorno dopo giorno nelle diverse località che abbiamo toccato, rispettando rigorosamente tutte le misure anti-Covid. Quella del festival itinerante è stata una formula riuscita, che riproporremo anche l'anno prossimo». Il festival ha preso il via il 16 agosto, ad Alghero, con il concerto di Favata e del gruppo “The Crossing”, poi in scena il 23 agosto a Cala Reale, all’Asinara e, il 25, a Nulvi, nel sagrato della chiesa di Santa Tecla.

La rassegna è proseguita poi il 2 settembre, con il concerto al tramonto del trio Favata-Peghin-Maiore nella spiaggia di Vignola, per poi tornare a Nulvi, il 4 e 5 settembre. con i concerti della pianista Giuliana Soscia e del duo composto da Camilla Battaglia alla voce e Rosa Brunello al basso. Il 6 e l’8 settembre è stato il castello dei Doria, a Chiaramonti, a ospitare l’affascinante performance Luciana Elizondo alla voce e alla viola da gamba, e il progetto “African Skies”, capitanato dal percussionista senegalese Dudù Kouatè. Il maltempo ha costretto a un cambio di programma a Sennori e a Martis dove, grazie alla collaborazione delle Amministrazioni, i concerti di Silvia Bolognesi e del gruppo Young Shouts e del trio di Kekko Fornarelli si sono tenuti rispettivamente nella chiesa di San Basilio e nel Centro culturale “Vincenzo Migaleddu”. E' stata Castelsardo a ospitare, dall'11 al 13 settembre, il week-end finale del festival: prima con l'esibizione del trio di Simone Graziano nella Sala XI della fortezza dei Doria, poi con il concerto all'alba che ha visto protagonista il chitarrista Gavino Loche; infine, in Piazza del Novecentenario, con la “Musica Nuda” di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, e con l’esibizione di Enzo Favata con The Crossing e la tromba di Roy Paci.

«Proprio in occasione della nostra 20esima edizione abbiamo scelto di rendere itinerante il festival e in questo modo abbiamo aiutato tanti piccoli centri che si affidano alla cultura per combattere il rischio spopolamento. Se ne parla spesso, ma noi siamo riusciti realmente a collegare le coste con l’interno, dando concretezza a un progetto che spesso rimane solo sulla carta, e lo abbiamo fatto valorizzando luoghi magnifici e dando agli spettatori l'opportunità di conoscere le eccellenze enogastronomiche dei territori. La strada è quella giusta e può essere percorsa con successo. Pur nella ristrettezza delle risorse a disposizione, abbiamo ottenuto un ottimo risultato e per questo ringraziamo tutte le Amministrazioni comunali che ci hanno dato fiducia, insieme alla Camera di commercio di Sassari che, con il progetto “Saludi e Trigu”, ha creato una cornice nella quale far coesistere virtuosamente arte e turismo - aggiunge Favata, che si è esibito gratuitamente nei concerti dove ha suonato - Dal punto di vista musicale, Musica sulle Bocche ha ospitato nomi di assoluto livello, ma possiamo dire che è stato certamente il festival delle donne. Con la loro qualità artistica hanno arricchito il cartellone e la loro musica è arrivata al cuore degli spettatori». Ma cosa c'è nel futuro di Musica sulle Bocche? «Il progetto è ambizioso ed è quello di connettere i territori e le coste del nord Sardegna con l’Ogliastra, attraverso una più stretta collaborazione con il Rocce Rosse blues festival. Il futuro è la rete e il format sperimentato quest'anno è vincente – conclude il direttore artistico - La musica può unire i centri della costa a quelli dell’interno, ma anche mettere in collegamento virtuoso territori distanti fra loro e ricchi di potenzialità, nel segno della sostenibilità ambientale, della musica e del turismo. Nonostante i limiti imposti dall’emergenza Covid, quest'anno la sfida è stata vinta, ma l'anno prossimo rilanciarla in maniera ancora più decisa».

Nella foto: Roy Paci sul palco di Castelsardo
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